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Lo Zibaldone - Recensioni

Perle di libri: Bebelplatz

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di Loredana Simonetti

Aveva appena visitato il centro di documentazione sul nazional socialismo di Monaco e Fabio Stassi scopre che il 10 maggio 1933 i nazisti avevano bruciato migliaia di libri a Konigplatz. Quella fu una delle numerose cerimonie per distruggere tutti i libri che andassero contro al nazionalsocialismo. L’autore s’incuriosisce su questo storico evento andandone in profondità.
Innanzitutto furono centinaia le piazze dove si bruciarono i libri, opere infette che avevano condotto il mondo verso il comunismo. Ma quali libri bruciarono di tutte le biblioteche aggredite? Oppure solo i testi sapientemente scelti? Su questa linea Fabio Stassi cerca d’individuare gli autori selezionati. Marx, Freud, Einstein, Brecht, Remarque, Zweig. Certamente la selezione c’era, autori ebrei, comunisti, grandi scrittori russi, ma Stassi si domanda se ci fossero anche italiani tra i libri bruciati. Ne trova cinque e di questi cinque autori racconta la difficile vita che avevano trascorso, motivando anche perché i loro libri venissero tutti bruciati.
Si tratta di Pietro l’Aretino, il cantore della libertà rinascimentale, Giuseppe Antonio Borgese, siciliano doc ma cittadino del mondo e inguaribile utopista, Emilio Salgari antimperialista amato in Sudamerica, pur sempre uno scrittore di fantasia anche se ispirato dalle gesta di Garibaldi e di Anita, Ignazio Silone, che ci hanno fatto noiosamente studiare a scuola senza approfondire la sua figura antifascista radicale, e l’unica donna, Maria Volpi, in arte “Mura”, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile, oggi ancora relegata tra le scrittrici spesso dimenticate. Non sono stati scelti a caso, ognuno ha una motivazione ben precisa: sono autori a favore della libertà di espressione e contro le dittature di pensiero.
Ecco che il libro di Stassi diventa una narrazione dei cinque personaggi, facendoli conoscere approfonditamente. Una lettura molto interessante che chiarisce perché fossero ritenuti scrittori pericolosi per il regime.
Ma non basta. Fabio Stassi si chiede se anche in Italia ci fossero stati falò di libri e in quali periodi, e anche in questo caso si potranno scoprire tante notizie molto interessanti. Insomma la letteratura fa paura, ma bruciando i libri non si fa altro che rafforzare la curiosità di leggerli.
“Vincerete, perché avete la forza bruta, ma non convincerete. Perché per convincere, dovrete persuadere.”
Nel numeroso elenco di roghi di libri che cita, dimentica, però, che anche il nostro Gianni Rodari, colpito dalla scomunica della Chiesa per essere comunista, vide i suoi libri bruciati nei cortili delle chiese nel 1949. Praticamente ieri. Un libro bello come pochi, questo di Fabio Stassi, per capire quanto la cultura rimanga sempre la migliore arma da cui difendersi, senza uccidere nessuno e che l’ignoranza, in mano a gente di potere, porta solo danni.
Fabio Stassi
Bebelplatz
Sellerio Editore
2024
pp. 320
€ 16,00

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