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Non è mai troppo tardi: la longevità come scelta quotidiana

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 Non un trattato calato dall’alto, ma il frutto di un percorso profondamente personale che intreccia la vulnerabilità umana alla massima precisione scientifica. Attraverso lo studio delle popolazioni centenarie, Leonardo Calò demistifica il mito della genetica e ci restituisce il potere di decidere, giorno dopo giorno, la qualità del nostro futuro.

di Elena D’Alessandri

C’è un momento della vita, spesso intorno al giro di boa dei cinquant’anni, in cui la prospettiva cambia. Lo sa bene Leonardo Calò, cardiologo e ricercatore esperto di longevità che, proprio a partire da una personalissima e umanissima riflessione sul timore della morte, ha deciso di trasformare una crisi esistenziale in un’indagine scientifica di grande rilievo. Il risultato è Vivere senza età. I segreti dei Super Agers edito da Vallardi (397pp., 22 Euro), un saggio che poggia su solide e rigorose basi scientifiche, ma che si legge con la scorrevolezza e la chiarezza di un romanzo.

Calò è “andato a bussare” alle porte dei centenari di tutto il mondo per studiare le comunità più longeve della Terra, intrecciando le scoperte più avanzate di biologia e genetica con la saggezza ancestrale degli ultracentenari. La prima, grande notizia che ci regala il libro è una liberazione: la genetica conta, certo, ma solo per una quota modesta, tra il 20% e il 30%. Il resto – quel monumentale 70-80% che decide come e quanto invecchieremo – è nelle nostre mani, frutto delle scelte che compiamo ogni giorno e dell’ambiente in cui viviamo.

Niente elisir di lunga vita o protocolli inaccessibili, dunque. La ricetta dei Super Agers descritta da Calò è fatta di un ritorno alla misura e al buon senso, validato dalla scienza più avanzata. L’alimentazione ne è un pilastro fondamentale: deve essere moderata, “pulita”, il più possibile naturale. Accanto al cibo, il movimento, che il saggio spoglia della retorica dello sport estremo o dell’allenamento punitivo: a fare la differenza è la “vita attiva”, il camminare, il restare in flusso con il proprio corpo.

Ma la vera ricchezza di questo volume sta nello spazio dedicato alla salute invisibile. Per invecchiare bene non basta contare le calorie e i passi; occorre dormire il giusto, rispettando i ritmi circadiani, saper allontanare lo stress riconnettendosi con la natura e, soprattutto, coltivare una vita sociale vibrante. L’isolamento, suggerisce l’autore, è un fattore di rischio tanto quanto una cattiva dieta.

Vivere senza età è, in definitiva, un libro profondamente ottimista. Non si limita a spiegarci come aggiungere anni alla vita, ma come dare vita e qualità a quegli anni. Un saggio potente e accessibile che ci lascia addosso una certezza fondamentale: per cambiare abitudini e iniziare a volerci bene, non è mai troppo tardi.

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