Lo Zibaldone - Recensioni
L’alcova delle spie – Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel terzo Reich
di Claudio Filippello
Con “L’alcova delle spie”, Giorgio Ferrari torna ad esplorare i retroscena più torbidi e complessi del Novecento, concentrandosi questa volta su uno degli episodi meno lineari e più controversi del regime nazista: le vicende della pensione “Salon Kitty”.
Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, all’interno di una elegante palazzina nel quartiere berlinese di Charlottenburg, le SS di Reinhard Heydrich allestirono una sofisticata entrale di spionaggio sotto la copertura di una casa d’appuntamenti d’alto bordo. L’obiettivo era chiaro: intercettare, attraverso microfoni nascosti e agenti appositamente addestrate, i segreti, le debolezze e le reali opinioni di diplomatici stranieri, alti ufficiali ed esponenti di spicco dello stesso regime.
Ferrari, con il rigore documentale che aveva già contraddistinto i suoi lavori precedenti, evita le trappole del voyeurismo fine a sé stesso o della pura letteratura d’appendice a favore di una narrazione che si concentra, piuttosto, sui meccanismi psicologici, sul cinismo politico e sulla profonda corruzione morale che caratterizzavano i vertici del Terzo Reich. Il Salon Kitty diventa così una lente d’ingrandimento per osservare la paranoia del potere totalitario, ossessionato dal controllo totale e dal sospetto reciproco.
Lungi dall’essere semplici comparse o stereotipate “femme fatale”, le ragazze del Salon Kitty vengono ritratte nella loro complessa e spesso tragica umanità: reclutate con il ricatto, il lavaggio del cervello ideologico o la promessa di una fittizia impunità, si muovono sul filo del rasoio in un gioco in cui il minimo errore può significare la morte.
Centrale è la figura della tenutaria, Kitty Schmidt, la quale è costretta a collaborare con le SS per salvare sé stessa e la propria attività, sospesa in un limbo di finta complicità con i carnefici. Attraverso queste figure femminili, il romanzo esplora il tema della sopravvivenza in un regime che azzera la dignità umana, trasformando l’intimità in un’arma di ricatto di Stato.
Particolarmente curata, inoltre, la ricostruzione storica del periodo la quale non attenua in alcun modo la tensione narrativa. Il materiale d’archivio viene così rappresentato con una forza quasi cinematografica: i dialoghi, fitti, quasi sussurrati, riflettono il clima di costante diffidenza che serpeggiava tra i gerarchi nazisti, dove persino un bisbiglio a letto può cambiare il destino del conflitto imminente.
Un romanzo che si legge con il ritmo di un thriller.
Giorgio Ferrari
L’alcova delle spie – Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel terzo Reich
Neri Pozza Editore
Collana “I colibrì”
340 pp.- €20


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