Lo Zibaldone - Recensioni
Inabissarsi
di Giovanni Graziano Manca
Scrive Aldo Nove in “Inabissarsi”: “L’unica cosa che sapevo fare veramente bene, nei miei tre anni di ginnasio, erano i temi. Forse perché li infarcivo di poesie che conoscevo a memoria, come in questo libro […]”. “Inabissarsi”, ultima fatica letteraria del nostro, sembra soprattutto rappresentare un andare a ritroso nel tempo per rimettere a nudo emozioni ed esperienze vissute che fin dagli anni giovanili sono andate di pari passo con le inclinazioni e la passione dell’autore per la poesia. Tutto questo, anche, per raccontare le coincidenze tra poesia e vita, dal momento che “Una poesia senza vita è nulla.” È sicuramente una costante nella vita di Aldo Nove, la poesia. Questo suo bel libro racconta con gli occhi dell’oggi occasioni ed esperienze in cui ha incrociato i versi di grandi poeti come Milo De Angelis, Nicola Crocetti e Nanni Balestrini. La poesia, scrive, è una forma di conoscenza che non conosce processi logici né alcuna forma di consequenzialita’; è sorpresa e genera la facoltà dello stupore, quale suo elemento tra i più importanti. In una recente intervista, all’intervistatore che gli chiede, riferendosi al racconto su Elio Pagliarani riportato nelle prime pagine del volume (in cui il protagonista viene colto nell’atto di osservare attentamente delle arance prima di acquistarle, “quasi fosse un pianeta un’arancia”, scrive Nove, “e lo è se sei un poeta.”), “Come si trasforma un’arancia in un pianeta e una puntata al mercato in un’occasione poetica?”, lo scrittore lombardo risponde: “Giungendo alla consapevolezza che siamo noi a connotare la realtà , a elaborare le strategie per farla nostra, per renderla più autentica e viverla come esperienza nostra e non pre-fabbricata da un mondo che vuole sostituirsi a noi per distrarci dall’immenso potenziale che ogni essere umano ha.” Questo riportare a galla gli esercizi di connotazione della realtà svolti negli anni e questo “inabissarsi” continuo nel proprio passato, in effetti, ricorrono sempre, tra le pagine del libro: quando l’autore ricorda la sua infanzia e faceva il sogno ricorrente di essere in una piccola barca dove entrava acqua da decine di buchi, che lui, con senso di impotente sgomento, tentava di tamponare con le mani; quando ricorda di avere scritto da bambino una lettera a sé stesso, nella stanza da letto all’interno della quale si apriva, verso i mondi da lui abitati, oltre a quella verso il mondo delle incombenze quotidiane future, la porta che dava su “l’altro più potente mondo del suo proliferare notturno, e nel suo pacato dischiudersi al fiume eterno del sogno senza sogni da cui tutto proviene e in cui tutto si libera.”; quando ricorda di avere ascoltato per la prima volta la canzone “Ti amo” di Umberto Tozzi, di essere stato “la memoria delle canzoni che si intersecavano dentro di me permanendoci sotto forma di un’identità in mutazione […]”. Quasi parafrasando Jannacci, ecco, è tutto qui il nuovo libro di Aldo Nove: un proficuo esercizio di raccolta di frammenti di quell’ineguagliabile tesoro di cose vissute che hanno a che fare con la poesia.
L’autore inaugurerà l’undicesima edizione dell’Elba Book Festival, a cinquant’anni dalla scomparsa di Pasolini.
ALDO NOVE – INABISSARSI – 222 pagg. Euro 18, Edizioni Il Saggiatore, Milano 2025.


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