Lo Zibaldone - Recensioni
Corpo trasparente, mondo luminoso. Lo yoga tantrico della sensazione e della percezione
di Francesco Roat
Con Corpo trasparente, mondo luminoso. Lo yoga tantrico della sensazione e della percezione, Rupert Spira propone uno dei suoi lavori più maturi e originali. L’autore britannico, tra le voci contemporanee più autorevoli dell’Advaita Vedānta, raccoglie una serie di meditazioni guidate nelle quali il rigore dell’indagine non duale incontra la sensibilità del tantrismo shivaita del Kashmir, delineando un percorso che non si limita a riconoscere la natura della coscienza, ma intende trasformare il modo stesso in cui il corpo e il mondo vengono vissuti. Il volume raccoglie meditazioni sviluppate nel corso di anni d’insegnamento e si presenta come una sintesi esperienziale fra la via dell’autoindagine vedantica e la prospettiva tantrica della percezione.
Il punto di partenza è una distinzione fondamentale. Secondo Spira, il riconoscimento della nostra vera natura come consapevolezza infinita rappresenta solo il primo momento del cammino spirituale. Molti ricercatori sperimentano infatti una chiara comprensione della non dualità, continuando tuttavia a percepire il corpo come un’entità separata e il mondo come qualcosa di esterno e potenzialmente ostile. È proprio questo divario che il libro cerca di colmare attraverso una pratica meditativa che l’autore definisce “yoga tantrico della sensazione e della percezione”. L’attenzione, invece di ritirarsi dagli oggetti dell’esperienza, ritorna deliberatamente verso di essi, lasciando che la luce della consapevolezza impregni progressivamente ogni sensazione corporea e ogni percezione del mondo.
Il grande merito dell’opera consiste nel superare una delle possibili rigidità dell’Advaita contemporanea. In alcune interpretazioni della non dualità il mondo fenomenico rischia infatti di essere svalutato come semplice apparenza o illusione. Spira, pur mantenendo intatto il nucleo metafisico dell’Advaita, recupera invece la dimensione positiva dell’esperienza sensibile. Il corpo non è più un ostacolo da trascendere, ma il luogo stesso in cui la coscienza riconosce la propria natura infinita. Analogamente, il mondo cessa di essere un insieme di oggetti separati e diviene una manifestazione trasparente della medesima presenza cosciente.
Lo stile riflette perfettamente questa impostazione. Spira scrive con estrema chiarezza, evitando tanto il linguaggio accademico quanto l’enfasi tipica di molta divulgazione spirituale. Le sue meditazioni procedono con gradualità, invitando il lettore a verificare direttamente ogni passaggio nella propria esperienza. Non vengono richiesti particolari atti di fede né elaborate costruzioni dottrinali: l’autorità risiede costantemente nell’osservazione immediata di ciò che viene vissuto. Questa fedeltà all’esperienza rappresenta uno dei punti di forza dell’autore e spiega la diffusione internazionale del suo insegnamento.
Naturalmente il libro presuppone una certa familiarità con il lessico della non dualità. Chi si avvicina per la prima volta a temi quali coscienza, Sé o presenza potrebbe incontrare qualche difficoltà, soprattutto perché Spira preferisce guidare l’esperienza piuttosto che costruire un apparato teorico sistematico. Non è dunque un’introduzione generale all’Advaita Vedānta, ma un testo destinato a chi abbia già assimilato almeno i principi fondamentali della prospettiva non duale e desideri approfondirne la dimensione incarnata.
Dal punto di vista filosofico, Corpo trasparente, mondo luminoso rappresenta un tentativo convincente di ricomporre una frattura che attraversa molte tradizioni contemplative: quella tra trascendenza e immanenza. Se il Vedānta conduce al riconoscimento della coscienza assoluta, il Tantra insegna a ritrovare quella stessa assolutezza nella concretezza del vivere quotidiano. Il risultato non è un semplice compromesso tra due scuole, ma una sintesi coerente nella quale il risveglio non coincide con l’abbandono del mondo, bensì con una diversa modalità di percepirlo.
In definitiva, questo volume è probabilmente uno dei contributi più significativi di Rupert Spira. Non offre nuove teorie, ma una raffinata pedagogia dell’esperienza, capace di accompagnare il lettore oltre la comprensione intellettuale della non dualità. È un libro da leggere lentamente, meglio ancora da praticare, lasciando che ogni meditazione diventi un laboratorio di trasformazione.
Rupert Spira, Corpo trasparente, mondo luminoso. Lo yoga tantrico della sensazione e della percezione, Ubaldini Editore, pp. 230, euro 23,00


You must be logged in to post a comment Login