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“C’è posta per te” ma senza lieto fine per la libreria Paravia di Torino

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di Stefania De Toma

Finiva lieto il delizioso film di Nora Ephron di più di vent’anni fa “C’è posta per te” con Meg Ryan e Tom Hanks, che dopo aver combattuto una guerra come condottieri di una grande catena di vendita di libri -lui- contro la piccola libreria per bambini -lei- si scoprono innamorati e pronti a vivere felici e contenti.
Ma qualcosa non tornava in quel finale zucchero e miele con tanto di scodinzolìo del cane in sottofondo. Non un cenno alla piccola libreria che dopo metà film da un luogo quasi fiabesco per bambini era diventato uno scheletro di scaffali di legno. Mancava il miracolo , quello che ci fa sognare ancora più di un innamoramento -peraltro preannunciato già dalla locandina del film- di Davide che vince su Golia. E invece vissero felici e contenti coi proventi (di lui che magari la assume nel reparto bimbi ) della grande catena FOX.
Chissà se alla libreria Paravia di Torino, la seconda più antica d’Italia (nata nel 1802) che dal 28 dicembre non ha più riaperto, ci siano stati almeno risvolti romantici per Nadia e Sonia, le due sorelle che avevano ereditato l’attività dal padre e poi lottato strenuamente contro il gigante Amazon che ha ammaliato i lettori coi prezzi stracciati e poi li ha abituati alla comodità del clic che porta a casa tutto. Anche se fosse, come nel film resterebbe l’amaro in bocca per continuare a sentirci addosso lo sgretolarsi inesorabile di un un mondo fatto di contatto umano, atmosfera soffusa, passeggiata in centro che guardi una vetrina e ti viene voglia di entrare e sfogliare un po’ di libri prima di sceglierne uno, leggiucchiarli qua e là, farti invitare da una frase presa a caso o dalle illustrazioni, che finalmente stanno tornando a colorarli e a spingere più avanti i nostri sogni, persino dalla carta con quel carattere che non hai bisogno di fondi di bicchiere al posto degli occhiali per poterlo ingrandire. E alla fine farti scegliere , da un libro.
Non sappiamo se da questa china virtuale sarà possibile tornare indietro; nel frattempo fa davvero tristezza una notizia così, che assomiglia un po’ a un’ultima pagina con la parola fine quando non è lieto. Desiderando, come abbiamo fatto tutti con “domani è un altro giorno”, che la storia possa prendere un cammino nuovo. Magari con un bel sequel, proprio come avviene nei libri.

 

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