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Cannoli come cavallo di Troia

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di Lucia Gandolfi

Il 16 luglio 2020 è uscito per l’editore Minimum Fax la versione illustrata del romanzo epistolare “Acqua in bocca” già pubblicata nel 2010. Un romanzo scritto a quattro mani tra l’ispettore Grazia Negro e il commissario Salvo Montalbano per un’indagine su uno strano caso. Il cadavere appartiene a un uomo di nome Magnifico Arturo nato a Vigata il 26 ottobre 1960: spedizioniere. È stato trovato da un suo amico: giaceva supino sul pavimento della cucina. Era completamente vestito, tranne una scarpa che non si trova: un mocassino di modello Tod’s marrone n 42. La testa dell’uomo era infilata dentro un sacchetto di cellophane trasparente che ne aveva apparentemente provocato la morte.
Questo progetto divenuto libro ha una storia che risale al 2003. Daniele di Gennaro di ritorno da un viaggio in Eritrea aveva proposto a Carlo Lucarelli una jam session narrativa. Un documentario con la regia di Matteo Raffaello tra Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli sulla scrittura, sul giallo, sulle abitudini, sul clima politico, sul modo di lavorare: ci vorranno due anni prima che questo momento diventi il documentario visibile sul sito Minimum Fax e Repubblica; siamo nel 2005 nello studio romano di Camilleri.
La dichiarazione di stima di Andrea per Carlo avvenne direttamente davanti alla macchina da presa, una stima umana e professionale e una grande curiosità per il confronto con uno scrittore di quarant’anni più giovane. Stessa cosa a Modiano, nel bolognese, dove nel suo studio Carlo ci raccontò lo stupore per il modo in cui Camilleri si era presentato ad altri autori a un festival di Courmayeur: “Salve, sono un nuovo scrittore” senza far pesare che ci sono sei suoi libri in cima alla classifica.
Durante un momento di pausa ecco che la domanda se potessero scrivere un romanzo a quattro mani si fa strada insieme alla consapevolezza che forse non sarà un progetto realizzabile: due persone talmente occupate eppure il modo lo hanno trovato e anche un caso di cui occuparsi. Le indagini iniziano a Bologna quando due agenti di polizia rispondono a una chiamata del 113 e trovano il cadavere di un uomo nella sua cucina. L’uomo era nato a Vigata. Un caso che l’ispettrice Grazia Negro vorrebbe risolvere, ma le è stato proibito: decide di coinvolgere il commissario Salvo Montalbano e gli scrive una lettera allegando relazioni di servizio, i rilevamenti, i verbali e una lettera scritta a mano. Il commissario Montalbano gli nega il suo aiuto e le spiega che carta intestata della questura di Bologna e frasi tipo mi hanno sollevato dall’incarico, non sono autorizzata non permettono aiuti e collaborazioni.
Lucarelli / Negro devono trovare un altro modo. Camilleri / Montalbano decidono di scrivere all’indirizzo privato dell’ispettrice per informarla delle indagini fatte da Fazio.
Questo libro comprende tutto il materiale che i due autori si sono spediti e che ora può essere visto da tutti grazie agli art director Patrizio Marini e Agnese Pagliarini.
La collaborazione ha inizio.

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