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Quel 14 novembre è un libro profondo che tratta tematiche molto attuali. Scoprilo con Eleonora Marsella e l’intervista all’autrice

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Oggi vi vogliamo proporre un libro capace di scuotere gli animi dei suoi lettori, si tratta di un’opera che tocca argomenti molto importanti e sentiti, soprattutto tra i giovani d’oggi. Stiamo parlando di Quel 14 novembre, Un romanzo intenso e necessario, che affronta con grande sensibilità temi delicati e attualissimi come il bullismo, il cyberbullismo, l’amicizia tossica, il senso di inadeguatezza e la fragilità emotiva dell’adolescenza. Queste sono tutte tematiche che troverete tra le pagine di del libro scritto dalla talentuosa Maria Giovanna Tarullo, un romanzo pubblicato l’anno scorso da Cofine. Seguirete i passi e la voce della giovane Nina, vivendo con lei la paura, la vergogna, il bisogno disperato di essere vista e amata nel suo piccolo mondo fatto di scuola, sogni e speranze per le vie di Roma. Da un 14 novembre dei giorni nostri verrete improvvisamente trasportati a un 14 novembre passato, ripercorrendo assieme a Nina le situazioni e le scelte che l’hanno condotta agli eventi narrati all’inizio.

La forza di questo libro sta soprattutto nella costruzione dei personaggi femminili. Il rapporto tra Nina e Sara, dapprima simbiotico e protettivo, si trasforma lentamente in qualcosa di doloroso e ambiguo, mostrando come anche i legami più profondi possano diventare ferite aperte. L’autrice racconta con maestria e realismo questa metamorfosi, evitando giudizi facili e lasciando spazio alla complessità emotiva.

Il romanzo riesce anche a descrivere in modo crudo ma credibile il peso delle parole, soprattutto quando viaggiano online: una singola email anonima ad esempio diventa una lama invisibile, capace di insinuarsi nella mente di una ragazza già fragile e farà crollare tutto intorno a sé come un castello di carte. Una fine che condurrà in qualche modo a un nuovo inizio, al presente da cui tutto (in un certo senso) è cominciato.

Quel 14 novembre non è solo una storia: si fa testimonianza, una voce che si aggiunge con forza al coro di denuncia contro alcune delle realtà più dolorose che segnano l’attuale mondo giovanile, nella speranza di scuotere coscienze e accendere maggiore consapevolezza. A renderla ancora più toccante è la presenza della musica di Max Pezzali, citato come rifugio emotivo e colonna sonora interiore della protagonista. Le sue canzoni, che hanno fatto innamorare e crescere un’intera generazione, diventano qui un appiglio, una carezza nei momenti più bui, un modo per sentirsi meno soli quando tutto sembra crollare.

Questa pubblicazione si merita pienamente il voto 5 su 5 e se lo leggerete siamo certi che ci darete ragione.

 

Il colpo finale è come una lama nel petto: “Se ti uccidi non ti piangeranno neanche i tuoi genitori”. La mia vista è sfocata e sento un calore che parte dai piedi e arriva in viso. Le parole mi rimbombano nella testa, una dopo l’altra, mentre il cuore sembra non reggere più il peso di quella crudeltà.”

Dal libro “Quel 14 novembre” di Maria Giovanna Tarullo

 

Eleonora Marsella ha avuto il piacere di fare alcune domande direttamente all’autrice, che ha risposto con molto entusiasmo alla breve intervista che le ha dedicato. Scopriamola insieme.

 

Il tuo libro “Quel 14 novembre” tocca tematiche molto sentite e purtroppo attuali. Come e quando ti è venuta l’idea di realizzare quest’opera?

All’inizio non c’era una trama vera e propria, ma una sensazione: il desiderio di raccontare un’amicizia femminile autentica, di quelle che ti salvano e ti mettono in crisi allo stesso tempo. Poi è arrivata la domanda che ha fatto scattare tutto: cosa succede quando qualcosa incrina una certezza che credevi incrollabile? Da lì sono nati Nina, Sara, la lettera anonima, e quel filo sottile tra passato e presente.

 

Ho capito che l’idea era diventata un’opera nel momento in cui i personaggi hanno iniziato a muoversi da soli, a chiedermi di essere ascoltati. È stato allora che ho sentito che quella storia non poteva restare solo mia, ma doveva essere raccontata.

 

Nina è la protagonista del romanzo. Si dice che spesso gli autori ci mettano qualcosa di loro nei loro protagonisti, vale anche per te?

In Nina c’è molto di me, anche se non è un’autobiografia.

C’è la mia idea di amicizia, quella che resiste al tempo, che a volte fa male ma non si spezza. C’è il mio modo di vivere i ricordi, di dare peso alle date, alle canzoni, a quei dettagli che sembrano piccoli e invece diventano fondamentali. C’è anche il mio sguardo un po’ nostalgico, il bisogno di capire il passato per riuscire ad andare avanti.

Nina però non sono io: lei fa scelte che io non farei, reagisce in modo diverso, vive situazioni che non ho vissuto. È un personaggio che nasce da me, ma poi prende la sua strada.

Credo sia questo il punto: gli autori non si copiano nei protagonisti, si lasciano dentro delle tracce. E Nina è piena delle mie.

 

Nella tua opera hai inserito alcuni brani di Max Pezzali, uno dei cantanti più apprezzati da alcune generazioni. Cosa ti ha spinta a inserirle?

Le canzoni di Max Pezzali sono entrate nel libro in modo naturale, quasi inevitabile. Sono la colonna sonora di un’intera generazione, ma soprattutto hanno la capacità rara di raccontare emozioni semplici e profonde allo stesso tempo: l’amicizia, l’attesa, le delusioni, i sogni che resistono al tempo.

 

Nel romanzo Quel 14 novembre la musica diventa un linguaggio parallelo a quello delle parole. Le canzoni non sono solo citazioni, ma frammenti di memoria, appigli emotivi che aiutano i personaggi – e chi legge – a riconoscersi. Per Nina, fan dichiarata di Max Pezzali, quei brani rappresentano un rifugio, un modo per dare un nome a ciò che spesso non si riesce a dire ad alta voce.

 

Se ti chiedessi di descrivere il tuo libro con solo tre parole quali sceglieresti e perché?

Amicizia, memoria, identità.

 

Perché “Quel 14 novembre” racconta un legame che resiste al tempo, scava nei ricordi che ci definiscono e accompagna una protagonista nel percorso – spesso doloroso ma necessario – di capire chi è davvero.

 

Ringraziamo Maria Giovanna Tarullo per la sua disponibilità e non vediamo l’ora di conoscere le vostre impressioni in merito a questa lettura molto interessante.

Alla prossima.

 (Nadia Boioni)

 

 

 

 

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