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Il sopravvissuto, il Mostro di Firenze raccontato dall’unico testimone diretto

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In uscita per SHATTER Edizioni il volume in cui Natale Mele racconta la propria storia con Nico Parente

Dopo l’incursione nei “casi di cronaca a sfondo satanico che hanno sconvolto l’Italia”
con il volume Il Diavolo mi è testimone, Nico Parente, giornalista e saggista, torna al true crime per la vicentina SHATTER Edizioni, volgendo questa volta lo sguardo al più noto cold-case italiano: “il Mostro di Firenze”

L’approccio dell’autore, tuttavia, non si concentra su quella che è stata ribattezzata “l’inchiesta infinita” con l’obiettivo di attribuire un volto o un nome al responsabile degli otto duplici omicidi che, tra il 1968 e il 1985, hanno terrorizzato il territorio fiorentino e sconvolto l’intero Paese, oltre a suscitare un vasto interesse
internazionale, sia per la presenza di vittime di nazionalità tedesca e francese sia per il clamore mediatico che
il caso ha assunto a partire dal 1982, anno in cui gli investigatori collegarono il primo delitto, quello di Barbara
Locci e Antonio Lo Bianco, alla successiva serie di omicidi. Primo delitto al quale è sopravvissuto l’unico
testimone diretto dell’intera vicenda: Natalino Mele, che all’epoca aveva appena sei anni e otto mesi. È proprio
a partire dalla sua storia, e insieme a lui, che l’autore ha dato vita a Il sopravvissuto, il primo volume che
raccoglie la testimonianza diretta del figlio di Barbara Locci e, all’anagrafe, di Stefano Mele, ma che soltanto
nel luglio 2025 è emerso essere il figlio biologico di Giovanni Vinci, fratello di Salvatore e Francesco Vinci,
entrambi coinvolti nella prima indagine sul Mostro, nota come “pista sarda” per l’origine isolana dei suoi
principali protagonisti.
Alternando il racconto dei drammatici fatti di sangue alla ricostruzione dello sviluppo investigativo, il saggio
ripercorre, attraverso le parole dello stesso Natalino, una vicenda umana che non si è conclusa nella notte del
21 agosto 1968. Negli anni successivi, infatti, quel bambino che avrebbe visto l’assassino, ha dovuto
confrontarsi con il silenzio e con l’oblio, diventando, per la seconda volta, una vittima.
Scampato alla furia del Mostro, che quella notte uccise la madre e l’uomo che era con lei in auto nella
campagna di Signa mentre il piccolo dormiva a pochi centimetri da loro sul sedile posteriore, Natalino ha
dovuto convivere non solo con una giustizia che, ai suoi occhi, non è mai riuscita a restituire piena verità e
dignità alla memoria della madre, ma anche con una lunga serie di vicende personali che, a partire dalla metà
degli anni Duemila, lo hanno condotto a una condizione di estrema marginalità. Ha vissuto per strada, in
insediamenti abusivi e perfino in una tenda poi andata a fuoco, episodio che egli stesso considera l’ennesima
prova della propria condizione di sopravvissuto.
Privo di qualsiasi forma di tutela istituzionale e per lungo tempo dimenticato nonostante la drammatica vicenda
che lo ha segnato fin dall’infanzia e lo stato di grave indigenza in cui ha vissuto, oggi Natalino Mele, superati i
65 anni, ha finalmente ottenuto un’abitazione assegnata dal Comune di Firenze, grazie anche all’impegno del
suo legale, l’Avv. Lorenzo Tombelli. È proprio in quella casa che ha preso forma l’intervista da cui nasce questo
volume, che si pone un obiettivo preciso: restituire centralità all’unico sopravvissuto di quella lunga scia di
sangue, senza lasciare che la figura dell’assassino finisca ancora una volta per oscurarne le storie.
Acquistando il libro, disponibile in pre-order da metà luglio e in libreria e negli store online dal 21 agosto 2026,
i lettori contribuiranno a sostenere concretamente Natalino Mele, ancora oggi, suo malgrado, vittima delle
conseguenze di quella terribile vicenda che ha segnato la sua esistenza sin dalla più tenera età. La prefazione
è a firma dell’Avv. Lorenzo Tombelli.

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