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Lo Zibaldone - Recensioni

Pupi Avati – “Rinnamorarsi”

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di Gordiano Lupi

Possiede la stessa magia dei suoi film questo libro di Pupi Avati dedicato alla moglie, della quale confessa di essersi innamorato di nuovo all’età di 86 anni. Un libro scritto su un medium tempo, un ritmo che sta nel mezzo tra il lento e il veloce, pensando bene alle parole che provengono da un patrimonio di vite vissute. Un libro che parla di sconfitte amorose del passato e di una conquista fondamentale, quella della donna che accompagna tutta la vita e resta per sempre accanto. E come nella miglior commedia all’italiana – che raccontava la vita – le parti comiche lasciano il posto ai momenti drammatici, alle pagine persino commoventi. Si parla anche del padre, morto quando Pupi aveva 12 anni, per un incidente stradale avvenuto sulla stessa curva di San Mauro dove fu ucciso Ruggero Pascoli, il padre del poeta. Confesso di aver terminato il libro con le lacrime agli occhi, sarà per via dell’età, sarà perché ho visto tutti i film diretti da Pupi Avati, sarà che conosco (purtroppo non benissimo) l’autore del libro e a tratti mi sembrava di sentirlo parlare, come in un racconto pubblico (ma confidenziale), delle sue esperienze. Tra le righe dei racconti si coglie l’importanza dell’amore, la necessità di rappacificarsi, il bisogno di scoprire sempre qualcosa di nuovo nella persona che è al tuo fianco, anche se sono passati oltre sessant’anni di vita in comune. Rinnamorarsi ci fa conoscere le passioni letterarie di Avati – scrittori come Faulkner -, la sua infatuazione per il jazz, i primi fallimenti cinematografici, il successo, la fede cattolica, la scoperta di Fellini e di un capolavoro assoluto come Otto e mezzo capace di cambiare la vita. Molto interessante il post scriptum – La grande metafora – dove Avati racconta il suo rapporto con il cinema, un mondo popolato da registi di sinistra, complesso da affrontare per uno che aveva sempre votato Democrazia Cristiana. In poche pagine Avati tratteggia la storia del cinema italiano, che sia di genere o d’autore, fatto di ambizioni comuni, sempre con il tentativo di voler dire qualcosa di nuovo, di voler incidere nel tessuto sociale. Avati cita registi che mi sono cari come Umberto Lenzi (massetano, mio vicino di casa) e Ruggero Deodato (sono stato suo amico), personaggi importanti del nostro cinema ai quali ho dedicato articoli e monografie. Alla fine del discorso quel che resta è il fatto che il nostro povero cinema è finito nelle mani dei burocrati che non fanno i conti con l’arte ma con gli incassi. Rinnamorarsi è un libro da leggere, come una lunga storia d’amore, non solo per una donna, anche per i figli, per gli amici, per chi l’ha seguito in tutti questi anni e gli ha sempre voluto bene. Tutto sommato credo di poter occupare un microscopico posto in questa ampia platea.

 

Pupi Avati
Rinnamorarsi
Cronaca di sentimenti veri e immaginari
Solferino / Notti Bianche – Euro 15 – Pag. 120

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