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Lo Zibaldone - Recensioni

Pace. Vivere tempi difficili

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di Francesco Roat

“La pace non è un’idea opposta alla guerra. La pace è un modo di vivere, perché ci può essere pace solo quando si comprende la vita quotidiana. Per vivere in pace, dovete essere in pace con voi stessi. E se non si è in pace con se stessi non serve a nulla pregare per la pace, perché tutto ciò che si fa genera disordine e conflitto”.

Ci sospingono a riflettere queste parole di Krishnamurti, tratte dal suo ultimo libro pubblicato postumo e tradotto ora in italiano nell’ottima versione di Santi Borgni per l’editore Astrolabio-Ubaldini. Il filosofo indiano ci offre una raccolta di discorsi e interventi informali in cui affronta temi urgenti come guerra, politica, tensioni globali e, soprattutto, la possibilità di pace. La peculiarità di questo libro risiede innanzitutto nell’uomo che parla: Krishnamurti non è un guru, non offre formule populistiche o risposte confezionate, bensì accompagna il lettore con un linguaggio pacato, ma profondamente provocatorio e radicale. La sua voce, quasi sospesa tra saggezza antica e acutezza contemporanea, sembra dialogare con l’ansia del lettore, offrendo uno specchio in cui guardare il mondo e, soprattutto, noi stessi.

Il titolo stesso, Pace. Vivere tempi difficili, risuona quasi ironico in un’epoca invasa da conflitti e incertezze. Tuttavia, la risposta dell’autore è chiara: Nessuno può condurti alla pace, salvo te stesso; non esiste un leader, né un’ideologia politico-sociale che riesca a por fine alle guerre, allo sfruttamento e all’oppressione. Solo attraverso consapevolezza, compassione, e soprattutto mediante un’intelligenza più vasta della mera razionalità ‒ e che vada oltre ogni discorsività ‒ si potrà ristabilire la autentica pace: prima individuale e quindi collettiva. Ciò che appare più urgente nei suoi interventi è l’invito a prender coscienza della radicale interconnessione tra micro e macrocosmo, tra mondo esteriore e vita interiore. Krishnamurti afferma chiaramente che il mondo sei tu. E ‒ di conseguenza ‒ ciò che sei, lo è pure il mondo. Ma non si potranno mai trovare risposte collettive o strutturali senza prima interrogarsi profondamente sulla propria mente e sui propri rapporti interpersonali.

Il testo raccoglie interventi tenuti in sedi spesso inaspettate ‒ da Bruxelles a Mumbai, passando per San Diego e Colombo ‒ culminando in un discorso tenuto alle Nazioni Unite, in occasione del loro 40° anniversario, quando Krishnamurti aveva 90 anni e gli fu conferita la Medaglia della Pace. È significativo che proprio quel riconoscimento istituzionale diventi l’occasione per ribadire che né le istituzioni né le ideologie portano la pace: ci vuole anzitutto una rivoluzione nella coscienza di ciascuno. Il volume si presenta quindi come una serie di variazioni sul tema della pace, ma appare anche una sorta di conversazione intima con il lettore. Watkins Publishing descrive quest’ultimo lascito di Krishnamurti come una fonte consolatoria in tempi di costante bombardamento mediatico. Le sue pagine infatti: «ci aiutano a sentirci meglio quando siamo travolti, e incoraggiano a fare ciò che è within our power per migliorare le cose» (watkinspublishing.com).

Un filo rosso permea tutte le pagine. Non basta organizzare gruppi per la pace o mobilitazioni politiche se non viene compromessa la radice del conflitto, ovvero la mente divisa, il senso di separazione, la ricerca di sicurezza nel possesso, nel potere, nel nazionalismo. In un brano potente si legge: “La vera pace nel mondo consiste nel vivere felicemente, in modo creativo, senza alcun senso di paura, senza cercare la sicurezza in un pensiero o in un certo modo di vivere. Per avere pace la mente deve essere totalmente libera da ogni condizionamento, che sia imposto dall’esterno o coltivato interiormente”.

In definitiva, Pace. Vivere tempi difficili non è un manuale pratico né un testo didattico, ma un invito radicale alla responsabilità e alla presenza. È un libro che scuote, che smuove radici interiori, che impone una riflessione su cosa significhi realmente vivere con saggezza e autenticità, in tempi incerti. È un’opera cruciale per chi non si accontenta di soluzioni superficiali, ma desidera una quiete che nasca dal cuore, non dalle parole. Per chi cerca un contributo spiritualmente robusto e intellettualmente onesto al tema della pace, di fronte all’estremo caos dei tempi moderni, questo libro può essere un faro. Non promette soluzioni immediate, ma restituisce dignità all’agire consapevole: perché, come dice Krishnamurti, la pace comincia dentro di noi.

 

Jiddu Krishnamurti, Pace. Vivere tempi difficili, Astrolabio-Ubaldini, pp. 150, euro 17,00

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