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Mai e poi mai il fuoco

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Sdraiati nel buio della notte, una coppia si concede “la legittimità di un riposo meritato”. Dalla prospettiva del letto, la donna, che è la voce narrante, cerca “uno scambio pacifico” con l’uomo. I due hanno vissuto come militanti e le notti che trascorrono nella stanza, sono tormentate e piene di parole. Ciò che impedisce ai due il riposo, sono i fantasmi con i quali entrambi viaggiano da tempo, sentendosi “intrappolati negli ultimi cinque decenni che hanno dovuto contenerci”.

A causa della fine della militanza, oppure perchè la cellula a cui appartenevano si era esaurita, quest’ultima risulta disgregata, gli anni che si sono frapposti fra la vita comune dei due e le strade separate che hanno intrapreso, hanno creato un vuoto, all’interno del quale la donna è incapace di prendersi cura di se stessa, di riconoscere i confini del proprio corpo.

Quel letto diviene, dunque, un nuovo terreno di scontro, il luogo di una battaglia quella che vuole mettere fine, sì, ai fantasmi del passato, ma ritrovare, ora, il proprio corpo, le proprie gambe, per tornare definitivamente alla vita. In questo consiste il questionario, il dialogo, le domande alle quali sottopone l’uomo, in questo consistono le notti che i due trascorrono insieme.

La cellula si è formata dalla lotta e da un’etica ritenuta “l’unica appropriata”, è nella cellula che quell’unico corpo, in cui erano scissi donna e uomo, si è formato, cresciuto, esercitato come “una trappola aperta alla furia dei sensi”, è necessario per lei “ammettere che siamo fusi in una stessa cellula”, far capitolare l’uomo e fargli riconoscere di non aver avuto e voluto confini propri. Così dopo mille anni, tanto sembra il tempo trascorso, i due si ritrovano in uno stato di solitudine inspiegabile, dove l’uno dissolve in un crudele oblio la propria forza e l’altra acquista questa forza, perchè ricorda. E’ dalla memoria che la donna sembra acquistare un nuovo potere, è nel riordinare il passato, nel dividere le responsabilità, che la donna tenta di riappropriarsi di qualcosa che le appartiene. Il corpo, un futuro.

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