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LibriCult: Berlin Alexanderplatz di Alfred Doblin
di Loredana Simonetti
Incuriosita da questo libro che spazia nella Berlino a cavallo delle due guerre, ho scoperto Alfred Döblin, psichiatra incline alla scrittura ma con una predilezione per la narrazione epica, talvolta in versi, ma sempre attualizzando l’epoca di riferimento che è il 1928 e pubblicato nel 1929. Non è un romanzo, perché non si spinge oltre nella rappresentazione dell’uomo protagonista della vicenda, ma nella fatica della sua narrazione e tradizione orale, l’uomo epico raccontato da Döblin cerca ristoro dopo le gesta.
Ecco perché scandali, eventi, canti popolari sono ovunque nel testo. Ma perché proprio Alexanderplatz? Perché è il luogo dove si stanno realizzando trasformazioni industriali sconvolgenti, nuovi tram e autobus, in continuo fermento, permettendo il commercio libero nella miseria e povertà delle genti, illudendole in un’eroica metamorfosi dell’apparente coscienza borghese, come per Franz Biberkopf che, dopo un periodo trascorso in prigione per l’omicidio di Ida, promette a se stesso di migliorare la sua vita quando sarebbe uscito di galera, perché dalla vita pretende qualcosa di più.
La piazza è il luogo dove si creano le trasformazioni più sconvolgenti e i delinquenti che la frequentano trovano rinforzo e scudo tra i disoccupati come Franz.
Ma nulla è cambiato ed egli rimane sempre lo stesso, un guaio dopo l’altro, sempre a caccia del vero bene.
Un libro complesso e anche un po’ faticoso, fotocopia perfetta per il canto epico di Döblin, specchio di quegli anni difficili e poco chiari che porteranno al periodo peggiore con la seconda guerra mondiale.
Alfred Döblin
Berlin Alexanderplatz
trad. Giusi Drago
Mondadori
Gennaio 2025
pp. 504
€ 20,00


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