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La bellezza del mondo, nonostante tutto

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di Irene Toppetta

 

Considerare le cose alla luce della fisica può farci vedere il mondo da una prospettiva diversa e affascinante ed accendere il nostro desiderio di conoscenza…

 

Ultimi giorni del 2015: un anno pieno di eventi significativi, e non solo in senso buono, tanto che fare un bilancio sarebbe, purtroppo, un’operazione triste e forse inutile, soprattutto perché i problemi che hanno caratterizzato quest’anno non spariranno per incanto all’alba del 2016. Ma, proviamo a lasciar stare per un attimo economia, banche, tasse, inquinamento, corruzione e terrorismo e spostiamo la riflessione su questo nostro mondo sul piano della fisica.

A questo proposito, illuminante è la lettura di Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli (Adelphi), un libro che entusiasma soprattutto per il desiderio di conoscenza che accende.

Nella premessa, l’autore – fisico teorico – ci dice di aver scritto queste lezioni per un pubblico che non conosce o conosce poco la scienza moderna, al fine di fornire “una rapida carrellata su alcuni degli aspetti più rilevanti e affascinanti della grande rivoluzione che è avvenuta nella fisica del XX secolo, e soprattutto sulle questioni e i misteri che questa rivoluzione ha aperto”. E allora, si va dalla teoria della relatività generale ai quanti, dall’architettura del cosmo alle particelle, ai grani di spazio, la probabilità, il tempo, i buchi neri…fino ad arrivare a noi. Da dove nasce la nostra percezione dello scorrere del tempo? La nostra memoria e la coscienza si costruiscono su fenomeni statistici, che non sono invarianti nel tempo. Scrive Rovelli che “per una ipotetica vista acutissima che vedesse tutto non ci sarebbe tempo che scorre e l’universo sarebbe un blocco di passato presente e futuro. Ma noi esseri coscienti abitiamo il tempo perché vediamo solo un’immagine sbiadita del mondo”.

Dunque, se la nostra percezione dello scorrere del tempo nasce da questa immagine sfocata, è ovvio che ci resta molto da capire. Ecco come ci appare il mondo alla luce della scienza: uno sterminato, affascinante campo d’indagine e di ricerca! In questa prospettiva, noi, esseri umani, siamo, prima di tutto, i soggetti che osservano il mondo. Siamo una rete di scambi: questo ci dice la scienza.

Una rete di scambi. Se ci riflettiamo, ciò vale anche se spostiamo il piano della riflessione su un campo, per così dire, sociologico. E allora, dovremmo badare di più alla qualità dei nostri scambi: è fin troppo evidente che quando, invece di scambiarci conoscenza, ci scambiamo altro, di solito iniziano i problemi…

I nostri valori, le nostre emozioni, le nostre passioni sono parte della natura, “sono la complessa realtà di cui siamo fatti” ci ricorda Rovelli. La nostra conoscenza crescente del mondo ci insegna che siamo una delle innumerevoli espressioni della natura. Noi siamo parte integrante della natura e quando nuociamo alla natura facciamo del male anche a noi stessi: “facciamo danni” scrive il fisico. Come dargli torto? Piogge torrenziali ed esondazioni in Inghilterra, assenza di piogge che rende l’aria sempre più irrespirabile da noi in Italia, solo per citare due esempi di questi giorni di fine 2015. Per non parlare di altri tipi di problemi che ci minacciano, come la corruzione o il terrorismo.

Ma, nonostante tutto, continuiamo ad emozionarci davanti a un cielo stellato, a un tramonto, alle onde del mare, a un sorriso…è la vita, e finché questo nostro mondo durerà, la nostra conoscenza continuerà a crescere.

Concludendo, con le parole di Rovelli: “qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato”.

Buon anno, mondo!

 

 

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