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Il futuro delle biblioteche
OTTO DOMANDE A PAOLO TINTI, PRESIDENTE AIB EMILIA- ROMAGNA , SUL FUTURO DELLE BIBLIOTECHE
Intervista di Alessandra Sofisti
1.Sofisti :Come vedi il futuro della nostra professione tra intelligenza
artificiale ed esigue risorse economiche dedicate a Biblioteche Archivi
Musei?
Tinti: Come ad ogni tornante della storia, la professionalità del bibliotecario deve dimostrarsi capace di comprendere la realtà che cambia ed offrire al pubblico risorse e mezzi adeguati ai suoi bisogni. Artificiale potrà essere l’intelligenza di sistemi di calcolo sempre più autonomi nella loro ottimizzazione, ma artificiale non potrà mai essere l’abilità di comprendere quali bisogni di conoscenza siano legittimi e quali priorità daranno forma alla memoria, analogica, digitale e ormai ibrida della civiltà di domani. La crescita economica, pagata a caro prezzo, perde valore se non offre istruzione, eguaglianza, benessere spirituale e materiale, volano di sviluppo del potenziale umano interno agli individui e alle società.
2.Sofisti: I pericoli del cambiamento climatico globale sono evidenti a tutti.
Come affronta AIB un tema così importante ?
Tinti:Raccogliere informazioni plurali, scientifiche e attendibili, aliene da condizionamenti politici e da censure, organizzarle e offrirle gratuitamente agli interessati è già di per sé condizione necessaria ad affrontare le coraggiose scelte comuni non più rinviabili. Aver posto l’Agenda 2030 dell’ONU a fondamento di azioni coordinate dall’Osservatorio Biblioteche e Sviluppo Sostenibile (OBISS) è già il segno della cura avvertita da AIB verso i temi della sostenibilità ambientale e della rigenerazione del pianeta che abitiamo. Fenomeni climatici estremi sono ormai una minaccia concreta e devastante anche in Emilia-Romagna come provano i fatti del maggio 2023. Anche per questo a un anno dall’alluvione che ha travolto le biblioteche romagnole AIB regionale e OBISS hanno erogato il corso di formazione online sulla La gestione dei rischi e delle emergenze in biblioteca.
Anche questa minaccia comune può rappresentare un terreno di incontro tra le istituzioni della memoria, quali archivi, musei e biblioteche, i quali devono cooperare per primi ad un programma di mobilitazione culturale a difesa della bellezza e del sapere, che il collasso del clima finirà per danneggiare in modo irreparabile. Dal corso sta per essere pubblicato un volume, a cura di AIB Emilia-Romagna e OBISS che costituirà un punto fermo per il futuro.
3.Sofisti: Il mondo in guerra porta morte e distruzione. La pace è una priorità
assoluta. AIB ha già presentato un appello all’ONU e all’Unesco per la
salvaguardia e la tutela del patrimonio culturale nelle zone in conflitto?
Tinti: Come tutti, AIB segue attonita le guerre ma sembra quasi impotente di fronte ad un pericolo talmente grave da risultare quasi difficile da comprendere. Nel 2024 AIB Emilia-Romagna ha patrocinato la proiezione del film “Nel nome di Antea” (2018), del regista Massimo Martella , che racconta il miracoloso salvataggio delle opere d’arte durante le fasi ultime del secondo conflitto mondiale in Italia. Più che un appello riterrei utili azioni più concrete di documentazione sull’esito drammatico delle guerre su libri, biblioteche, fotografie e altri tesori custoditi nelle stanze della memoria, a volte antichissime, sparse in Italia. Mancano mostre fotografiche sui disastri bellici subiti dai beni librari, sebbene certi scatti, come quelli della Londra del 1944 o, a Bologna, dell’Archiginnasio, restano indelebili nella nostra memoria.
- Sofisti: 1975-2025 AIB Emilia-Romagna festeggerà i suoi primi 50 anni. Quale
bilancio puoi presentare ai lettori di Leggere:Tutti?
Tinti: Mezzo secolo di storia sembra tanto per un’associazione che a livello nazionale, nata a Roma nel 1930, non ha ancora compiuto un secolo. E sembra poco se si guarda alla storia secolare delle biblioteche e dei bibliotecari italiani. A Cesena il signore Malatesta Novello fece costruire e quindi donò alla Comunità la prima biblioteca umanistica, ad uso comune già prima del 1460.
Ciò che colpisce però è constatare che se si volesse ripercorrere quella storia, che ha visto crescere i servizi locali di pubblica lettura, affermarsi i sistemi bibliotecari territoriali, svilupparsi le nuove tecnologie prima analogiche poi digitali, non esiste uno strumento capace di narrarla. I nomi dei presidenti della Sezione, quali Gino Nenzioni (1915-2004) o Magda Maglietta (1926-1916) incarnarono nelle loro biografie professionali quella storia, che tuttavia attende di essere ricostruita e rimeditata. Al momento quindi è prematuro azzardare un bilancio ma è piuttosto necessario rileggere gli scritti delle personalità bibliotecarie del tempo, scorrere le pagine del bollettino “Le biblioteche dell’Emilia-Romagna”, nato all’inizio degli anni Ottanta, sfogliare le carte d’archivio. Per questo nel corso del 2025 sono in programma un incontro e la pubblicazione di due volumi per ritornare alle idee di maestri come Nazzareno Pisauri (1940-2016) o per ricostruire la storia della Sezione Emilia-Romagna nei suoi primi, ben portati, cinquant’anni.
5.Sofisti: Il concetto di svecchiamento delle raccolte attraverso lo scarto
riguarda secondo te solo il patrimonio documentale o anche le
strutture? Quali sono secondo te le caratteristiche di una biblioteca
che si presenta “amichevole”?
Tinti: Più che di dinamica fra vecchie e nuove raccolte o vecchie e nuove strutture a mio avviso occorre ragionare sulla adeguatezza della biblioteca al pubblico per il quale è stata progettata e che rappresenta il suo bacino di riferimento. Una struttura datata come la Sala consultazione della Biblioteca Estense Universitaria di Modena, risponde ancora perfettamente alla sua funzione principale dal punto di vista strutturale: spazi confortevoli e silenziosi per lo studio e la lettura, illuminazione naturale generosa, contatto diretto fra le raccolte librarie e i lettori grazie alla scaffalatura aperta. Ma siamo davvero certi che il pubblico che vi si reca per studiare le preziose raccolte speciali della Biblioteca o i suoi amplissimi fondi moderni trovi nei titoli a scaffale l’aggiornamento bibliografico necessario? Il pubblico vi incontra personale senz’altro amichevole ma chi sono i bibliotecari che hanno allestito quelle Sale e conoscono la relazione tra i titoli in essa presenti e i fondi storici e non dell’Estense? La Biblioteca di Albinea, Reggio Emilia, è una struttura inaugurata da quindici anni eppure risponde perfettamente alle esigenze del suo pubblico. L’amichevolezza si traduce in spazi ariosi e articolati per rispondere alle esigenze dei diversi pubblici che la abitano. Circondata da un verdissimo giardino, non conosce barriere architettoniche, è sostenibile per le soluzioni impiantistiche adottate, ma soprattutto è abitata da bibliotecarie e bibliotecari, da libri, da lettori e lettrici di ogni età e di ogni estrazione sociale, che fanno di quel luogo una occasione di incontro preziosa per la piccola Comunità della collina reggiana.
- Sofisti: La legislazione nazionale e regionale per Biblioteche Archivi Musei è ancora attuale?
Tinti: La legge nazionale sulle Biblioteche, sugli Archivi e sui Musei a mio avviso non esiste, se con tale espressione si intenda il pronunciamento del legislatore sulla natura, sui compiti, sulle funzioni, sui servizi minimi, sul funzionamento e sull’organizzazione, sulle competenze e conoscenze e sulla dotazione del personale e sull’entità minima delle risorse finanziare, in una parola sulla visione di quelle specifiche istituzioni culturali; al suo posto si è preferito dare centralità giuridica al bene culturale, secondo la tradizione italiana iniziata dalla Commissione Franceschini molti decenni or sono. Sul fronte regionale l’Emilia-Romagna ha una delle migliori leggi per il settore delle Biblioteche, degli Archivi storici, dei Musei, promulgata nel 2000. Una legge (LR 18/2000) che si ispirava ai principi di eguaglianza dei territori, indipendentemente dal loro isolamento geografico; faceva leva sull’autonomia comunale ma pure sulla capacità di coordinamento della Provincia; articolava la sua azione sulla base della programmazione di lungo periodo e sulla distribuzione delle risorse in base a parametri qualitativi più che quantitativi; spingeva le istituzioni bibliotecarie alla cooperazione locale, regionale, nazionale e internazionale. Dal secolo scorso ad oggi il panorama è assai mutato: basti citare la chiusura dell’IBC, l’ampliarsi del concetto di “istituzione culturale” o, sul piano nazionale, lo svuotamento istituzione delle province e il passaggio della tutela dei beni librari dalle Regioni allo Stato. Ben 9 leggi regionali, intercorse tra il 2015 e il 2022, hanno imposto un adeguamento nel dettato della legge che abbisogna di essere aggiornata, senza tuttavia stravolgerne l’impianto e senza inseguire la legislazione statale su un percorso di cosiddette riforme, da molti anni prive di autentica innovazione.
- Sofisti: Quali sono i progetti futuri che coinvolgono le biblioteche dell’ Emilia-Romagna?
Tinti: Oltre ai nuovi cantieri che riguarderanno la Biblioteca di Bagnacavallo (Ravenna) e la Biblioteca e l’Archivio Storico di Imola, vincitori del bando regionale per finanziare il restauro del patrimonio architettonico storico a destinazione culturale, le biblioteche della Regione dovranno far fronte alla messa in sicurezza preventiva del proprio patrimonio, minacciato dagli eventi climatici estremi, legati al surriscaldamento globale. Il bando AIB solidale, destinato a finanziare le biblioteche vittime dell’alluvione del maggio 2023, ha acceso i riflettori su alcune biblioteche dimenticate dalla stampa nazionale, come quelle di Sant’Agata sul Santerno o Castel Bolognese (Ravenna), ma occorre acquisire i fondi stanziati dal Governo con la duplicazione del costo dei biglietti ai Musei, fondi che non sono ancora giunti a nessuna biblioteca alluvionata. Biblioteche storiche come quella di Cento (Ferrara) sono ancora chiuse dal terremoto del maggio 2012. Fra le novità future vanno menzionate le biblioteche del Comune di Cavriago, di Imola, di Ravenna, capofila in rete con Faenza e Lugo, vincitori del Bando CEPELL “Città che legge”. Non mancano iniziative importantissime di digitalizzazione del patrimonio librario, documentario e archivistico, sollecitate dai fondi PNRR e FESR, intercettati dalla Regione, fondi che dovranno però prevedere forme di restituzione pubblica e di divulgazione delle raccolte digitali, a rischio di sottoutilizzo, se non raccordate a precise campagne di valorizzazione.
- Sofisti: Che azioni mettere in campo per contrastare l’analfabetismo di ritorno ed incrementare l’indice di lettura in Italia?
Tinti: Serve un Piano Marshall per la Scuola e per la Cultura che sono le basi autentiche della coesione sociale, della formazione civile, dell’educazione al confronto e al dialogo al di là di ideologie politiche, religiose o economiche. Quindi occorre distogliere risorse da investimenti inutili sulle cose, persino dannosi al sistema paese, e incentivare l’ammodernamento degli spazi culturali inusabili, la formazione e l’incremento del personale in servizio, l’ampliamento della qualità e della quantità dei servizi bibliotecari erogati.
Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Emilia-Romagna
https://www.aib.it/struttura/emilia-romagna


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