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I Miti di Cthulhu di Lovecraft arrivano al Cinema nel 2020

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I Miti di Cthulhu sono pronti a rivivere attraverso una trilogia di film tratti dal ciclo letterario che si riferisce alla parte più importante della produzione di Howard Phillips Lovecraft (1890-1937).
Dopo una pausa durata ben ventisette anni il regista sudafricano Richard Stanley porta sul grande schermo The Colour Out Of Space, adattamento cinematografico di Il Colore Venuto Dallo Spazio, racconto scritto da H. P. Lovecraft nel 1927 e facente parte del Ciclo di Cthulhu.
Il termine fu creato da August Derleth dopo la morte di Lovecraft nel tentativo di sistematizzare i riferimenti alle divinità blasfeme e alle creature cosmiche presenti nella letteratura del Solitario di Providence.
Il primo capitolo della trilogia, in uscita nel 2020, vede protagonisti un padre (interpretato da Nicolas Cage) e la sua famiglia, le cui vite vengono totalmente sconvolte dalla caduta di un meteorite sul suolo della loro fattoria. Il relitto proveniente dallo spazio contamina la terra e modifica lo spazio-tempo attraverso uno strano, misterioso colore, provocando inquietanti mutazioni.
Il produttore Daniel Noah ha dichiarato che l’intenzione di The Colour Out of Space è di rendere omaggio a colui che è considerato il creatore della weird fiction: “Lovecraft è il padre oscuro dell’horror moderno, sono anni che cerchiamo di realizzare un adattamento che sia in grado di rappresentare la vera portata del suo terrore proveniente dallo spazio profondo. Alla fine, sarà Richard Stanley – indiscutibilmente un mago, in questo senso – a portare sullo schermo senza filtri tutta la terrificante, schiacciante potenza di Lovecraft
Lovecraft fu un influente autore di romanzi brevi e racconti di difficile classificazione (a metà fra la fantascienza, il fantasy e l’horror “cosmico”).
Fra le figure più note delle sue opere vi è Cthulhu, un essere semi-divino di proporzioni e forza prodigiose che risiede nella perduta città sommersa di R’lyeh, nei pressi di Ponape (l’odierna Pohnpei, in Micronesia) nelle rovine di Nam Madol, in un sonno simile alla morte, nell’attesa che una congiunzione astrale favorevole ne consenta il risveglio. Nei racconti del cosiddetto Ciclo di Cthulhu, l’autore e i suoi epigoni lo hanno definito come una deità blasfema, adorata da popolazioni degenerate, selvaggi e folli, connessa all’insorgere di incubi e il cui culto prevede atroci sacrifici umani.

Fernanda Patamia

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