Librerie
I dieci anni della libreria Ponteponente
La loro storia ha radici ben più profonde dei dieci anni spesi in libreria.
Il seme di tutto parte nel 2008 fra gli scaffali delle Biblioteche di Roma, in virtù – per alcune di loro – di un’esperienza di Servizio Civile.
Poi la storia germoglia e iniziano a lavorare come associazione, organizzando eventi nelle biblioteche del Comune di Roma e collaborando con case editrici per l’infanzia, scuole, nidi, librerie e fiere di settore.
Passa il tempo e la storia inizia a sbocciare.
Nel 2013, un gruppo di persone, ormai definito, decide di trasformare l’associazione in una cooperativa: è così che nasce Il Semaforo Blu, un nome che evoca una delle Favole al telefono di Gianni Rodari.
Si porta la lettura in scuole, studi pediatrici, ospedali, biblioteche, consultori e asili nido, creando progetti su misura per ogni età e contesto.
I libri come creature alate, materiche e misteriose.
Che spostano e le spostano.
Un impegno speciale è sempre stato loro a cuore: dare a tutti, fin dalla nascita, il dono della lettura.
Così aderiscono al programma nazionale “Nati per Leggere”, seguendo le sue linee guida e i suoi consigli per la fascia d’età 0-6 anni.
Non si limitano, però, a diffondere la pratica della lettura ad alta voce: iniziano ad organizzare incontri e corsi di formazione per genitori, insegnanti e volontari, diventano addirittura formatrici regionali di Nati per Leggere. I fiori si fanno sempre più belli, odorosi e colorati.
La cooperativa cresce, e con lei cresce l’impegno. Rami e fronde iniziano ad allargare la loro ombra, così nel 2016 Il Semaforo Blu prende in gestione la libreria per ragazzi Ponteponente, in via Mondovì 19 a Roma, una delle prime librerie specializzate per bambine/i e ragazze/i della capitale, aperta nel 2008 nel cuore del quartiere Appio Latino.
Ed ecco che la storia è pronta per radicarsi, e quelle radici si allargano e cercano la profondità ancora oggi, e cercano connessioni per comunicare e sostenere il peso di un alberello che cresce e vuole essere riparo, rifugio, gioco, nutrimento e connessione.
Le socie lavoratrici del Semaforo Blu sono cambiate negli anni: chi è rimasta, chi è andata via, chi è arrivata, chi c’è senza esserci. I libri hanno costruito la trama delle loro relazioni, dell’affetto e della stima che nutrono l’una per l’altra.
Anche le loro storie, tanto diverse l’una dall’altra, sono la storia.
Bagagli aperti, spalancati, pieni di pensieri scambiati, per rinnovarsi e spostare lo sguardo. Nonostante le fatiche, le delusioni, le ripetizioni,
ogni giorno la storia cambia e possono dire di avere il privilegio di fare un lavoro senza vergogna, un lavoro che amano e che le fa crescere sempre.
Non sarebbero quelle che sono senza tutte le storie che le hanno nutrite e, soprattutto, senza tutte le persone a cui hanno letto, a cui hanno dato consigli, le persone che le hanno scelte e le scelgono.
Sabato 24 ottobre, dalle ore 10 alle ore 19, saranno davvero felici di avere l’occasione per ringraziare e per vivere l’imperscrutabile magia delle storie, che è quella di fare uno di mille, per un attimo, effimero, eppure infinito.
Dieci anni di libreria son trascorsi e molti di più dalla loro nascita, ma sono nel bel mezzo di questa avventura.
E ricordiamoci: Ponteponente è e sempre sarà un luogo dove contano le storie.
Il semaforo blu (da Favole al telefono di Gianni Rodari – 1962)
Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi.
– Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo?
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai.
In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano:
– Lei non sa chi sono io!
Gli spiritosi lanciavano frizzi: – Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna.
– Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini.
– Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio d’oliva.
Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: “Poveretti! Io avevo dato il segnale “via libera” per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio”.


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