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Vetrina. Storie suggestive e oscure tingono di nero l’autunno

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Camilla Lackeberg arriva in libreria con vicende sinistre, Wulf Dorn con il terrore di uno psichiatra perseguitato, Defilippi con tormenti e dolori che non lasciano scampo, Verdon con uno psico-thriller, Fitzek con due psicopatici ossessionati dagli occhi delle loro vittime, Fuentes con un Dracula specchio di tutte le paure.

di Francesca Scaringella

L’autunno è arrivato e si è tinto subito di nero. Tornano in libreria autori che prediligono nelle loro narrazioni storie di sangue e torbidi intrighi, molto amati dal grande pubblico. Le loro trame sono potenziate da suggestioni psicologiche che inchiodano il lettore fino all’ultima pagina. Ambientazioni tenebrose che richiamano manicomi ed ospedali per malati mentali, sono un filo conduttore per alcuni dei romanzi che vogliamo consigliarvi. Anche però l’indagine che prende spunto dalla mente degli assassini, è un elemento ricorrente tra gli autori, come se ci fosse l’urgente esigenza di comprendere fino in fondo qualcosa di sconosciuto ed estremamente affascinante. Introdursi nei labirintici pensieri dei killer è forse il mestiere più pericoloso per questi scrittori, che sanno come attrarre e tenere legati al proprio libro il lettore.

La svedese Camilla Lackberg è ritornata, munita della sua scrittura trascinante,con il nuovo libro L’uccello del malaugurio, tradotto da Laura Cangemi. Fjällbacka, ha uno splendido panorama tra mare da una parte e montagna dall’altra e si trova ancora al centro di vicende sinistre. Vicino alla cittadina si sta lavorando ad un reality e il trambusto che ne deriva risveglia i suoi abitanti dal rigido inverno appena trascorso. Erica e il vicecommissario Patrick stanno preparando il loro matrimonio, ma un cadavere viene rinvenuto in un’autovettura. Patrick, dapprima distratto, comincerà ad indagare su questa morte sospetta. Una pagina della favola di Hansel e Gretel è stata ritrovata accanto al corpo della vittima, una donna che da qualche tempo subiva minacce e offese. Ma l’indagine è appena iniziata e questa volta il lettore si inoltrerà nei segreti di un luogo che tiene ben nascosto un passato inquietante.

 

 

Con ritmi serrati e componenti psicologiche che angosciano, torna l’autore Wulf Dorn con Follia profonda, tradotto da Alessandra Petrelli. Lo psichiatra Jan Forstner è caduto vittima di una stalker, ma non riesce a identificare la donna che lo ha reso oggetto dei suoi desideri. L’apparente innocenza che celano i gesti di questa probabile sua paziente, assume contorni sconcertanti alla morte di un suo caro amico giornalista che avrebbe voluto svelargli delle informazioni che lo riguardano molto da vicino. Inizia così il calvario e la discesa in una mente malata. Forstner cade nella paranoia di colui che si sente perseguitato, non riuscendo a discernere in maniera netta il suo ruolo di medico da quello di vittima. Dopo l’esordio eccellente di La psichiatra, Dorn con la terza opera conferma la fine immaginazione che rende le sue storie molto suggestive e oscure.

 

 

 

Si cimenta in un racconto nero, ambientato nel 1942, Alessandro Defilippi con La paziente n. 9. Scrittore che ben sa ricreare le atmosfere storiche, Defilippi rievoca in maniera minuziosa l’epoca fascista, scandendo con ritmo lento ed inesorabile i passi che recano verso la follia umana. A Genova nel Regio Manicomio di Pratozanino si pratica per la prima volta l’elettroshocke allo stesso tempo iniziano a perpetrarsi efferati omicidi senza alcuna correlazione apparente. I personaggi principali, un colonnello dei carabinieri, un giovane psichiatra tedesco e una donna bellissima che non può fare a meno di dipingere i muri col suo stesso sangue, celano segreti, tormenti e dolori che non lasciano loro scampo. L’abisso è da ricercare nel passato e nella mente di chi uccide, ma con la consapevolezza che il male esiste inscindibilmente dal bene.

 

 

Tra le pagine dell’ultimo romanzo di John Verdon, Il castigo, con la traduzione di Alfredo Colitto, ritroviamo  nuovamente la figura di uno psichiatra. Si sta per brindare al suo matrimonio con una giovane rampolla della Grande Mela, ma la ragazza tarda ad arrivare: verrà rinvenuta con la testa decapitata da un machete. Accusato del brutale delitto è il giardiniere messicano di cui si sono perse le tracce. Ma la madre della giovane decide di non fidarsi delle indagini della polizia, arruolando Dave Gurney, ex detective ormai in pensione specializzato nella ricerca di assassini con menti lucide e geniali. Il secondo volume di Verdon arriva dopo il suo esordio con il fortunato L’enigmista, dove Gurney è sempre il protagonista. Ancora uno psico-thriller quindi in cui il killer non solo dà prova di estremo sadismo, ma conoscendo l’aspetto vulnerabile del detective, riesce a renderlo facilmente un suo bersaglio.

 

Il giallista tedesco Sebastian Fitzek, molto apprezzato in patria, torna in libreria con Il cacciatore di occhi, tradotto da Enrico Ganni. L’atmosfera claustrofobica, agghiacciante e serrata racconta una storia che si immerge nella mente cupa dei protagonisti. Lahmann e Zarin Suker sono due psicopatici ossessionati dagli occhi delle loro vittime. Alina Gregoriev è una fisioterapista cieca che deve trovare le prove per incastrare Suker. Alexander Zorbach vuole trovare a tutti i costi Lahmann che gli ha ucciso moglie e figlio. Alina e Alexander insieme dovranno percorrere il buio che le menti folli hanno partorito. Fitzek racconta uno psico-thriller che con espedienti narrativi, passando dalla prima alla terza persona, avvicina e allontana il lettore, prima appassionandolo e poi rimescolando sapientemente le carte in tavola, tenendolo teso fino all’ultima pagina.

 

 

E se invece volete scoprire o riscoprire un grande autore messicano recentemente scomparso attraverso l’allegoria del non-morto e del romanzo gotico, fa al caso vostro Vlad di Carlos Fuentes. È un racconto in cui lo scrittoremescola sapientemente i grandi autori del genere horror per dare vita a un Dracula personale, specchio di tutte le paure dell’uomo. Vlad Tepes per secoli regna in Valacchia con violenza e terrore, la sua crudeltà non conosce confini e l’eternità gli dà la forza di imporsi su tutto e tutti. A Città del Messico invece Yves Navarro vive un’esistenza tranquilla, accanto alla sua famiglia e con un lavoro che lo appaga finché, del tutto inaspettatamente, non si troverà di fronte uno strano europeo che cerca casa: Vlad l’impalatore.

 

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