Lo Zibaldone - Recensioni
Un’ossessione che striscia sottopelle: la discesa negli inferi di Franck Thilliez
Un’ossessione che striscia sottopelle: la discesa negli inferi di Franck Thilliez
Con “Lutto di miele” (Deuils de miel, Edition Pocket, Paris 2008), pubblicato in Italia da Fazi Editore-Collana Darkside il 14 luglio 2026 nella traduzione di Daniela De Lorenzo, i lettori italiani ritrovano una delle prime e più intense indagini del commissario Franck Sharko, personaggio che negli anni è diventato il volto simbolo del thriller francese. Dopo gli avvenimenti di Treno infernale per l’angelo rosso, ritroviamo un protagonista profondamente segnato dalla tragedia: la morte accidentale della moglie e della figlia lo ha spinto in un baratro fatto di insonnia, senso di colpa e una devastante fragilità psicologica. Per Sharko, il lavoro rappresenta l’unica labile ancora per non cedere alla follia, una battaglia continua in cui il cervello combatte contro sé stesso.
L’indagine prende il via da una scena del crimine macabra e rituale: in un confessionale viene rinvenuto il corpo di una donna nuda, interamente rasata, sul cui capo sono state posate sette falene: “sfinge testa di morto” (una farfalla notturna dalla pessima fame per il suo aspetto tetro e sinistro).
Ma, a causa del precario stato emotivo di Sharko, il quale ha appena mandato in ospedale Patrick Chartreux, il pirata della strada che ha spezzato le vite di Suzanne e Eloise (Treno infernale per l’Angelo rosso, Roma, Fazi Editore, 2026), la direzione formale dell’inchiesta gli viene sottratta ed affidata alla commissaria Del Piero, investigatrice con un passato nella brigata finanziaria di Marsiglia e nell’antigang di Lione. Tuttavia, Sharko rimane inevitabilmente avviluppato nel caso, che si trasforma ben presto in un percorso tra messaggi cifrati, simboli dell’Apocalisse, richiami ai sette peccati capitali e piste che si ramificano dai tunnel sotterranei di Parigi fino alle Alpi.
Ciò che eleva il romanzo oltre la struttura del tradizionale poliziesco è il costante intreccio tra precisione scientifica e tensione psicologica. Thilliez inserisce l’entomologia e la parassitologia al centro della trama: gli insetti — dalle farfalle alle mosche — non sono semplici dettagli ambientali, ma strumenti e messaggi attraverso cui l’assassino plasma il proprio delirio. La mente del killer segue una logica agghiacciante, guidata dalla convinzione che l’ordine perfetto e la superiorità numerica del mondo insetto siano destinati a sopraffare l’umanità. In questa visione, la morte spoglia le vittime della propria identità per inserire ciascun delitto in un disegno trasformativo più ampio. Si crea così una speculare analogia tra la follia distruttiva del criminale e l’ossessione autodistruttiva di Sharko.
La scrittura di Thilliez si distingue per il suo carattere fortemente visivo e sensoriale, costruito attraverso immagini e suoni calibrati con ritmo serrato. Rispondendo a una rigorosa documentazione e a un lavoro di confronto con specialisti, l’autore sfrutta la scienza per esplorare la stranezza e collocare chi legge in un territorio sospeso tra la plausibilità dei fatti e l’inquietudine del racconto. Senza fare un uso gratuito della violenza, Lutto di miele spinge a confrontarsi con le forme più oscure del dolore e del lutto. In definitiva, il romanzo si conferma un thriller cupo, denso e rigoroso, capace di coniugare la tensione della caccia all’uomo con una profonda e lacerante introspezione umana.
Lutto di miele
Franck Thilliez
Fazi Editore – Collana Darkside
300 pp – € 19,50


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