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Uno schiaffo all’indifferenza: da Catania al carcere israeliano di Ketziot, il diario di un marinaio verso Gaza 

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In libreria per Tralerighe il diario di Fabrizio De Luca comandante di una barca della Global Sumud Flotilla. La partenza da Lucca il viaggio tra mille difficoltà, l’abbordaggio, l’arresto e la detenzione.

LUCCA – Non è un semplice diario ma un libro che racconta la terribile esperienza della disumanizzazione e dei conflitti ricorrenti in questi anni. E’ in libreria “Un marinaio verso Gaza. Da Catania al carcere di Ketziot. Il racconto di uno dei comandanti della Global Sumud Flotilla”, edito da Tralerighe libri, scritto Fabrizio De Luca. Quando De Luca lascia Lucca per unirsi alla missione umanitaria e comandare la Seulle della Global Sumud Flotilla, non parte per eroismo. Parte perché non riesce più a restare fermo davanti alle immagini di bambini sotto le macerie, agli ospedali distrutti, alla sofferenza trasformata in abitudine dal mondo intero. È un marinaio, un padre, un uomo normale. E proprio per questo la sua scelta pesa come una condanna. Tra porti improvvisati, equipaggi fragili, notti di paura, sabotaggi, tensioni ideologiche e un Mediterraneo sempre più simile a un fronte di guerra, si avvicina alla tragedia. L’attacco dei droni anticipa l’abbordaggio, il sequestro, la malvagità vissuta nel porto di Hashdod, tra umiliazioni e disumanità. Poi in carcere a Ketziot, nel deserto del Negev. In gabbia come animali e in cella come criminali, tra sete, fame e rischi sanitari. La scena del giudice israeliano e del console italiano prima di raggiungere l’aeroporto spettrale di Eilat Ramon.
Un marinaio verso Gaza, ricorda l’editore Andrea Giannasi, racconta dall’interno una delle missioni umanitarie più controverse e drammatiche degli ultimi anni. Senza retorica. Senza filtri. Con la voce ruvida e autentica di chi ha visto da vicino cosa accade quando la solidarietà incontra il potere. È il racconto di uomini e donne diversissimi che decidono di salpare sapendo che potrebbero non tornare. È il diario di una navigazione che diventa assedio, prigionia, resistenza. Ma soprattutto è la testimonianza sconvolgente di un uomo che, davanti all’ingiustizia, sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Perché arriva un momento in cui il silenzio diventa complicità. E allora anche una piccola barca può sfidare la Storia.
Fabrizio De Luca è nato a Catanzaro il 16 luglio del 1953 da Saverio, Prefetto della Repubblica e Anna, insegnante di lettere alle medie. Passa i primi dieci anni della sua vita girando per l’Italia a seguito del padre: Catanzaro, Siracusa, Foggia, Asti, Pesaro, Aosta finché si stabilisce definitivamente a Firenze in cui vive tutta la sua vita e che diventa la sua città. Prende la maturità classica nel collegio “alla Querce” dai padri Barnabiti. Si laurea in Geologia e, durante l’università, fa il militare nei Carabinieri Paracadutisti del “Tuscania”.

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