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Un “test” positivo per Testo a Firenze
Diciamo subito che non è una fiera del libro, anche se sono presenti desk di case editrici con una selezione dei loro libri. Qualcuno l’ha definito un festival ma, anche se vi sono alcuni elementi del festival, la definizione non è perfettamente corrispondente alla realtà. Ma allora cos’è? L’idea degli organizzatori, a mio avviso vincente, è stata quella di realizzare con Testo una sede in cui riflettere su tutto quello che gira intorno al libro, dalla selezione dei manoscritti alla grafica, dal lavoro dell’editor alla distribuzione e promozione, per arrivare all’anello finale di destinazione del libro: il lettore.
L’idea è stata apprezzata dalle migliaia di partecipanti che sono arrivati alla Leopolda e hanno seguito i tanti eventi tutti sold out nelle ampie sale che li ospitavano. Negli incontri, ovviamente, i libri erano presenti ma erano in qualche modo “l’enzima” attraverso cui si suscitavano riflessioni e dibattiti tra gli ospiti sul palco e il pubblico.
“È una bellissima prima edizione di Testo – ha sottolineato Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti Immagine – abbiamo vissuto tre giorni in cui la Leopolda è diventata habitat ideale per case editrici, professionisti dell’editoria, scrittori e per il pubblico dei lettori, un vero contenitore di bibliodiversità. Siamo felici di aver creato una dimensione di intesa e sinergia tra le case editrici, grandi e piccole. I risultati di questa prima edizione sono promettenti per lo sviluppo futuro di questo nuovo appuntamento dell’editoria a Firenze”.
Sergio Auricchio