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Lo Zibaldone

Un ragazzo, un cane, una ragazza, il loro mondo e una “caccia al tesoro” per svelare un mistero.

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di Fiorella Cappelli

Potrebbe essere la trama di una storia qualunque, quella narrata nel romanzo d’esordio di Chiara Ceneroni ma si avverte istantaneamente con quanta attenzione l’autrice prenda per mano il lettore aprendogli la porta del suo universo carico di sensibilità… ponendo l’importanza sulla presenza costante e continua, nella crescita di qualcuno, di una figura che sappia trasferire valori. Nel caso di “Lasciati trovare” tutto questo arriva dalla figura paterna. La Ceneroni entra ed esce tra corpo e anima del discorso ne mostra l’esteriorità e l’interiorità sollevando nel lettore interrogativi, incuriosendolo sin dall’inizio, trascinandolo così nel quotidiano vivere del giovane protagonista Umberto che, a causa di una malattia rara che lo costringe su una sedia a rotelle, si rivela più maturo dei suoi quindici anni e affine a persone eteree, diafane, con l’anima di cristallo come la ragazza “fatta di ossa” di cui si innamora, Perla, della quale riesce a vederne la bellezza interiore. Ma l’essere a cui affida tutto se stesso è un essere speciale, “suo fratello” Bruno, un labrador nero, grosso e peloso, mezzo quintale di tenerezza che “ha il potere di non farlo mai sentire sbagliato”. E già questo al lettore è sufficiente per andare avanti, lasciando aperto il cuore perché la storia di Umberto e Bruno li fa essere, insieme, una cosa sola “che travolge e spazza via gli argini, la loro è una vita alla potenza”, scrive l’autrice, conferendo così medesima potenza alle parole. C’è molta poesia  nel romanzo della Ceneroni, come se la narrativa fosse un cielo notturno e la poesia le sue stelle che si rivelano al lettore una ad una, illuminandone il percorso mano a mano che si inoltra nell’oscurità della misteriosa vicenda dai contenuti ricchi di valori, bellezza e amore per la vita così prorompenti da prevaricarne la sofferenza, l’incertezza del futuro, il dolore… tutto ciò che insieme a noi respira e si lascia trovare è il libro di Chiara. Il Tomo prende ed incuriosisce, scorre con una scrittura filmica, tutta al femminile, l’anima è gentile, la capacità d’osservazione attenta, l’analisi filosofica e profonda volta alla sensibilità umana che si avverte in tutti i suoi personaggi, pronta a carpirne le necessità. “Lasciati trovare” è un romanzo che porta alla riflessione sulla caducità della vita, avvalorando la preziosità del tempo che si muove. I temi sociali vengono affrontati con maestria. La disabilità, l’anoressia, il bullismo, il vuoto della perdita e anche sentimenti come la gelosia, l’invidia, l’inadeguatezza. Un romanzo di sentimenti dove Umberto sceglie di essere felice con Bruno sempre al suo fianco e Perla, con la quale ha una forte empatia. “Perla con Umberto si sente ogni volta di tornare a casa perché lui non la fai mai sentire sbagliata” scrive la Ceneroni. Un romanzo d’amore quindi, non soltanto inteso come sentimento tra umani ma amore universale, amore per gli animali… indifesi fratelli, per la natura che rivela profumi inaspettati, per le stelle… che illuminano le nostre paure. Un romanzo in divenire, mai banale, mai scontato che un narratore onnisciente, guidando la mente del lettore fuori e dentro alcune realtà, lo porta ad interrogarsi sul senso della vita. La storia si dipana tra corpo e anima dei personaggi, avvincente nel mistero da scoprire dopo il ritrovamento di un testamento che riguarda Bruno, ma non solo… La storia scorre, un capitolo dopo l’altro, si fa assaporare intrisa com’è in accordo con i cinque sensi di cui abbiamo bisogno per gustare la vita senza mai perdere la capacità di vedere “con il terzo occhio”, quello della mente, forse quello che hanno anche gli animali, quello che cogliamo nel loro sguardo e chiamiamo “istinto”. La Ceneroni, nella sua ricerca dell’impalpabile, con accortezza ed attenzione per l’inafferrabile, con l’interiorità in primo piano e in equilibrio continuo con la materialità del corpo che, proprio grazie al fatto di essere “difettoso”, contrasta e alleggerisce al contempo ogni attimo di vita, aiuta, attraverso il suo romanzo, a ritrovare anche se stessi. L’uso delle figure retoriche di similitudine e di pensiero applicate in narrativa, distribuiscono un sapiente equilibrio al romanzo e denotano padronanza e competenza della scrittura prosaica che, in questo caso, si può definire “filmica per la ricchezza e dettagliate descrizioni delle immagini evocatrici di significato e sonoro attraverso l’uso di tropi che conferiscono al testo scritto maggiore incisività ed espressività attingendo dal proprio vissuto (Bruno è esistito veramente e a lui è dedicato questo libro). L’uso della metafora e similitudine sono così freschi e stravaganti da creare dei veri e propri ponti sensoriali che il lettore attraversa con una impazienza tutta emozionale, fino a perdersi… per poi lasciarsi trovare.

Fiorella Cappelli

 

Lasciati Trovare

Chiara Ceneroni

Morphema Editrice 2020

pp.186 Euro 15

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