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Lo Zibaldone - Recensioni

Un libro prezioso per conquistare l’anima di una città

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La città del ferro di Gordiano Lupi è un libro di poesia prezioso per conquistare l’anima profonda della città di Piombino e delle terre, bagnate dal mare, che la circondano.

di Roberto Mosi

Mi sono avvicinato, da fiorentino, piano piano, nel tempo, alla città; da ragazzo il punto di riferimento di quel tratto di mare, era, d’estate, Follonica e Piombino rappresentava, per me, solo il necessario punto di passaggio per prendere il traghetto e fare rapide escursioni all’isola d’Elba. Ho avuto, in là negli anni, la fortuna di conoscere, per il lavoro che svolgevo alla Regione, personalità straordinarie come lo storico Ivano Longarini e l’archeologo Riccardo Francovich, dalle quali ho imparato a conoscere il valore culturale, ambientale, storico di Piombino e della sua costa, il peso della crisi industriale che stava vivendo, i progetti di conoscenza e di valorizzazione delle risorse umane, naturali, culturali, presenti sul territorio. Ricordo bene una lezione di Ivano sulla archeologia industriale e sull’interesse a conservare le testimonianze e la memoria delle strutture delle acciaierie, a cominciare dagli altoforni.

Negli ultimi anni, mi sono stabilito, d’estate, vicino a Baratti, nella campagna non lontana da Venturina: dalla loggia della casa vedevo, lontane, le fiamme dell’altoforno delle acciaierie, una presenza costante, evocativa di tanti pensieri e memorie; poi quelle fiamme si sono spente. Ho cominciato a conoscere da vicino la costa, il mare, Piombino, a incontrare amici a Piombino, a cominciare da Gordiano, prezioso editore di alcuni miei libri. Mi è venuto naturale dedicare la mia ricerca a questa terra, alla sua storia, alle sue meraviglie; è nato così il libro di poesie “Il Navicello Etrusco” (Piombino 2018, Il Foglio): mi rendo conto che è il testo poetico di una persona che viene “da lontano”, con lo sguardo intrufolato in tante pagine di libro, anche se pieno di emozioni.

La poesia di Gordiano Lupi, d’altra parte, mi porta al centro della vita di questa terra, delle passioni, delle delusioni, delle speranze (lontane), mi fa raggiungere la sua anima, mi fa camminare per le strade di Piombino con occhi diversi, vicino ad un presente tormentato, vissuto a testa alta, in una costante ricerca di “perché” e di risposte lontane.

Sono rimasto incantato da versi come:

 

Un altoforno tra le ciminiere

lanciava fumo in mezzo al blu

sulla mia testa, davanti casa mia,

adesso sai che non lo vedo più

non ho mai avuto troppa fantasia …

 

Ho riletto infinite volte la poesia:

 

Brughiera maremmana

sfiorita nei meriggi estivi,

centrale in disarmo,

sterpi, ciminiere di mare

confuse tra paludi e falchi,

aironi e cavalieri, fenicotteri rosa.

Fabbrica silenziosa che piange

lacrime di pitosforo,

sogna un’agave spinosa,

l’ombra d’ un fiume

che scorre e ricorda

un viaggio d’amore

per noi che viviamo

con l’Elba nel cuore.

 

Mi sono commosso con la poesia Il sentiero degli operai:

 

Tu non ricordi il sentiero della sera

dove passavano operai con le paiole

accanto alla dolce frescura dei canneti.

Adesso appena un fioco sole sulla strada

che non riscalda braccia affaccendate,

nasconde assenze. E non ritrova il tempo.

 

Il libro La città del ferro si chiude con la poesia Litania su Piombino ispirata “dalla lettura di Giorgio Caproni e della sua Litania, una lirica contenuta nella raccolta Il passaggio d’Enea. Avevo già conosciuto questo testo, affascinante, con un ritmo avvincente, da una precedente pubblicazione affidata ad internet, e l’ho inserito alla fine del libro Sinfonia per San Salvi (Piombino 2020, Il Foglio), da me curato, dedicato ad una riflessione, dolorosa,

sulla difficile vita degli ospiti dell’ex Manicomio San Salvi, di Firenze: una poesia-canzone che richiama la visione incantata del mare, la conquista di un paesaggio di serenità, di speranza:

 

Piombino mia città ferriera

Ginestra. Acciaieria.

Piombino di ferro e di mare

mio guscio di calcare…

Piombino discesa e salita.

Villa Marina, Baratti, la vita.

Piombino mia maglia adorata.

Mio cuore. Donna conquistata.

Piombino come una nave.

Piazza Bovio, le stelle ignave…

Gordiano Lupi,

La città del ferro,

Il Foglio, Piombino 2024

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