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T di Chetna Maroo
Inizia con un ritmo lento per poi travolgerti come in una partita di squash. Uno degli aspetti di questo debutto fortunato di Chetna Maroo, che con il romanzo T si è guadagnata molta attenzione, è il ritmo del romanzo. Un ritmo ipnotico, come nel gioco in cui la protagonista si rivela essere molto brava: lo squash. E il ritmo nella sua forza ipnotica ci accompagna fino alla fine della storia, dove i personaggi, scopriamo dopo aver chiuso il libro, ci sono entrati nelle ossa.
Siamo a Londra, nella casa di un elettricista indiano appassionato di squash e delle sue tre figlie: Gopi, che ha 11 anni e racconta la storia, Khush che ne ha 13 e Mona, la più grande, che ne ha 15. Da poco hanno perso la madre e il loro papà viene incalzato da una parente a tenere impegnate le figlie, le quali, gli dice, senza una madre sembrano delle selvagge. Il padre ci pensa e decide di impegnarle nello squash, uno sport che lui ama molto e a cui ha giocato da giovane. Le costringe con dolcezza e determinazione ad un allenamento impegnativo dal quale solo una uscirà con la forza, la determinazione e il talento per vincere. Gopi ci racconta le sue giornate fra squash, vita famigliare, elaborazione del lutto e la sua crescita in un contesto sociale complesso. Tutti ingredienti conosciuti ma mescolati dall’autrice con un ritmo e una sapienza narrativa che li rende originali, vividi, e tagliati nella giusta misura per incidere nella nostra mente. Ma è soprattutto il ritmo e questo taglio chirurgico delle parole a portarci verso il nucleo del romanzo. Perché la storia inizia in modo lento per poi diventare sempre più intensa, emozionante e profonda, fino al finale che chiude il gioco.
Un romanzo d’esordio davvero interessante perché crea una sorta di profonda autoriflessione della protagonista su se stessa e sul suo modo di giocare. Alla fine ti sembra di essere dentro ad un mondo parallelo, dove il dolore, la solitudine, la paura di crescere e di essere abbandonata si è trasformata in una forma pacifica. La passione per lo squash è un modo per sublimare ciò che accade ma anche per tirare fuori il dolore che rimane assopito dentro di Gopi.
Maroo dimostra di avere l’abilità narrativa di un chirurgo che taglia e cuce solo i sentimenti più profondi, affinché si conservino nella loro purezza narrativa.
T
Traduzione di Gioia Guerzoni
Fabula, 401
2024, pp. 148
isbn: 9788845938580