Lo Zibaldone - Recensioni
Sottobosco
Un noir scandinavo nel solco della migliore tradizione, che utilizza il delitto per parlare del territorio, della società e dell’inquietudine esistenziale. Un perfetto equilibrio tra realismo, lirismo e ironia, che crea un forte senso di inquietudine nel lettore che permane durante la sua lettura, e anche oltre.
di Claudio Filippello
“L’alce giaceva sul fianco. La lingua, di un beige chiaro con le venature azzurre, fuoriusciva molle da un angolo della bocca e ricordava ìuna primula sfiorita. Thomas era in ginocchio accanto al ventre tagliato ed estraeva le interiora con le mani“.
Questo è l’incipit del romanzo di esordio di Sara Strömberg: “Sottobosco“, pubblicato in Svezia nel 2021 e premiato come migliore esordio dell’anno dall’Accademia svedese di scrittura crime, nonché finalista all’Adlibrispriset e al Crimetime Award.
“Sottobosco” è Il primo romanzo di una nuova serie che ha conquistato la Svezia grazie a una narrazione che va oltre il classico noir; un bestseller in fase di pubblicazione in dieci paesi di cui sono stati acquisiti anche i diritti televisivi.
In libreria dal 7 ottobre 2025, con Fazi Editore, per la collana Darkside (pp.396 – €19), il romanzo segue le vicende di una ex giornalista, Vera Bergström – una cinquantenne ormai in piena crisi esistenziale, senza certezze: licenziata dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» a causa della crisi della carta stampata e lasciata dal compagno per una donna più giovane – che si rifugia nella sua regione natia, spopolata ed arretrata, nel Nordovest della Svezia, per ritrovare l’equilibrio perduto.
Sarà il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura della foresta circostante a risvegliarla dal suo torpore, allorché, su incarico del suo ex caporedattore, accetterà di seguire il caso per il suo vecchio giornale.
Verà sarà così catapultata in quello che sa far meglio: il giornalismo d’inchiesta, avviando un’indagine parallela a quella della polizia alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente del delitto. Un percorso questo che la porterà a scontrarsi con le dinamiche degli investigatori e a scoprire l’oscurità che si nasconde nei luoghi che credeva di conoscere.
“Sottobosco” è un romanzo avvincente, ad alta tensione, che mantiene un buon ritmo lungo tutta la scrittura.
Un “crime di paesaggio“, in cui l’Autrice utilizza il caso di cronaca per offrire un affresco lucido e sociologico della Svezia contemporanea, in particolare delle sue aree periferiche. Temi quali: lo spopolamento, la scomparsa dei posti di lavoro, l’arretramento dei servizi e il montare del risentimento sociale diventano parte integrante del noir.
Un romanzo venato da un lirismo evocativo, in cui l’odore della palude e del muschio, del sottobosco e della sterpaglia, trasporta il lettore fisicamente nella “scena”. La provincia svedese diventa, in tal modo, essa stessa parte costitutiva della narrazione.
Dal canto suo, la protagonista, Vera, viene descritta come un’eroina quanto basta, autoironica, empatica a modo suo, allergica all’autorità e al pietismo, con un’etica del lavoro che prorompe nella testardaggine, la cui crisi personale si intreccia perfettamente con l’indagine.
In conclusione, “Sottobosco” è un noir che si inserisce nel solco della migliore tradizione scandinava. Un perfetto equilibrio tra realismo, lirismo e ironia, che crea un forte senso di inquietudine nel lettore che permane durante tutta la lettura, e anche oltre.


You must be logged in to post a comment Login