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Salvare le librerie indipendenti: la ricetta da Francia e Germania
Come è noto, la normativa e la regolamentazione di un settore economico produce effetti a cascata in tutta la filiera. Interessante quindi da questo punto di vista è stato il contributo apportato al convegno da Maya Flandin vicepresidente del sindacato delle librerie francesi, da Luke Taylor manager della libreria Waterston’s Piccadilly e Kerstin Rothkirk, responsabile delle politiche europee dell’associazione dei librai tedeschi.
Questa la situazione delineata dai relatori nei diversi Paesi
Germania.
Nel Paese è attiva un’unica associazione di librai, editori e distributori; non è consentito alcuno sconto sul prezzo di copertina del libro. Sono attive e diffuse in tutto il paese 6500 librerie sia a catena che indipendenti; queste ultime riescono, malgrado i limiti dimensionali, ad essere presenti sul mercato grazie all’attenzione che hanno i tedeschi per il’ localismo’ (si preferisce fare la spesa sotto casa in quanto in tal modo si contribuisce all’economia del territorio). Anche Amazon in Germania nell’ultimo anno ha perso mercato, in quanto è stato coinvolto in uno scandalo che ha rivelato le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Ma la risposta ad Amazon è soprattutto nei servizi: consegna a domicilio entro un giorno, consulenza, attività di animazione in libreria. Inoltre le associazioni dei librai e degli editori organizzano periodicamente importanti campagne nazionali autofinanziate di promozione della lettura.
Regno Unito.
Qui non esiste alcuna regola per quanto riguarda lo sconto dei libri. Di conseguenza prima sono entrate in difficoltà le piccole librerie indipendenti, che non riuscivano a competere con le grandi catene più competitive sul fronte dei prezzi, ma alla fine anche queste hanno dovuto alzare bandiera bianca, non riuscendo a competere con gli operatori on line che proponevano prezzi sempre più aggressivi. Sono rimaste attive oggi solo 1000 librerie e la stessa Waterstone, una catena con oltre 300 librerie, sarebbe fallita se non fosse intervenuto un magnate russo. ‘Oggi in Gran Bretagna vi sono città di media dimensione con oltre 100.000 abitanti dove non resta aperta alcuna libreria.
Francia.
In questo Paese è possibile scontare i libri solo del 5%. Sono attive oltre 3000 librerie e le librerie indipendenti detengono una quota di mercato del 40%, contro il 28% delle catene come Fnac, il 16% delle grande distribuzione, il 16% degli operatori online. In Francia anche gli operatori on line non possono scontare i libri oltre al massimo 5% ed è vietata la consegna gratuita.
La salvaguardia delle librerie indipendenti è risultata possibile grazi e all’introduzione del marchio Librerie indipendenti di qualità “che contraddistingue le librerie che innanzitutto siano indipendenti dal punto di vista economico e che rispettino alcuni parametri come: numero di libri in assortimento, costo del personale che incida per almeno il 12,5% sul fatturato, organizzazione di eventi e animazioni….Attualmente sono 500 le librerie che si avvalgono del marchio e che in tal modo possono usufruire di una serie di agevolazioni, come la riduzione delle tasse locali ed incentivi alla formazione.
A questo punto sorge una domanda? Cosa aspettiamo ad imitare la Francia e Germania?