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Eventi culturali

“Primavera”: quando un film coglie il senso della vita

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di LOREDANA SIMONETTI

La città di Venezia del 1600, accudiva in opere “benemerite”, tante bambine abbandonate, perché figlie di prostitute o di madri povere, ma anche di nobildonne che avevano concepito con amanti scomodi. Nel bellissimo film Gloria!, opera prima della pluripremiata regista Margherita Vicario, si parla di questi istituti, in cui  talentuose donne si formavano nella musica, ma non avevano nessun diritto di mostrare anche la loro capacità di scrivere ottima musica.

È uscito in questi giorni un film altrettanto bello, in cui lo sfondo di Venezia è sempre presente, la musica ne è protagonista e altre figlie povere si arricchiscono solo di musica bellissima. Si tratta di Primavera di Damiano Michieletto, che rafforza la condizione di disagio femminile vissuto in quell’epoca. La struttura che ospita le ragazze, l’Ospedale della Pietà, è in realtà un mercificio. Le ragazze, utilizzate per i servizi umili, imparano a studiare la musica e si esibiscono in feste e ricorrenze, ma al termine della loro esibizione tornano nel grigiore della struttura, private di sogni e di aspirazioni. Poi, alla richiesta di qualche presuntuoso signorotto, vengono date in sposa in cambio di offerte di denari per l’Ospedale, diventando così serve e schiave del “marito” e rinunciando alla musica per sempre. In questa storia appare un pavido Antonio Vivaldi, anch’egli figlio privato di desideri e aspirazioni perché costretto, per voto della madre, a diventare sacerdote, senza alcuna vocazione. La musica sarà salvifica ed egli si dedicherà interamente ad essa, godendo della piccola orchestra delle ragazze. La delicatezza della storia, le parole non dette, gli sguardi che parlano più delle parole, crea l’atmosfera di questo film, a volte sensuale, ma profonda e partecipe alla vita delle ragazze e alla creatività musicale di Vivaldi, interpretato con grande capacità da Michele Riondino.
Andatelo a vedere, perché la musica di Vivaldi è nata proprio lì, e ancora oggi, dopo 400 anni, emoziona profondamente.

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