Articoli & Approfondimenti
Nell’anno del bicentenario di Collodi, il Parco di Pinocchio festeggia i 70 anni tra arte, natura e tradizione letteraria
A Collodi, nel borgo che ispirò Carlo Lorenzini, il Parco di Pinocchio e lo Storico Giardino Garzoni con la Casa delle Farfalle aprono una nuova stagione
Nel 2026 il Parco di Pinocchio a Collodi (Pistoia) celebra settant’anni dalla sua apertura in un momento di straordinario valore simbolico: ricorre infatti anche il bicentenario della nascita di Carlo Collodi, autore dell’opera italiana più amata e conosciuta in tutto il mondo.
Due anniversari che si intrecciano e segnano non soltanto l’occasione di una celebrazione, ma l’inizio di una nuova stagione per la gestione del Parco.
Proprio nell’anno del doppio anniversario, infatti, il complesso collodiano inaugura una fase di rilancio nel segno di una rinnovata ambizione culturale e turistica. Con la nuova presidenza di Giordano Bruno Guerri alla Fondazione Nazionale Carlo Collodi prende infatti forma un progetto che punta a rafforzare l’identità dello storico borgo di Collodi come destinazione culturale di riferimento legata all’immaginario di Pinocchio. L’obiettivo è rileggere il progetto Collodi come un grande cantiere culturale contemporaneo, in cui tutela, ricerca e nuove forme di fruizione dialogano attorno al Parco di Pinocchio.
Il Parco di Pinocchio, luogo unico e amatissimo da generazioni di visitatori, si avvia dunque verso una fase di valorizzazione. Perché Pinocchio continua a essere nel cuore di tutti, patrimonio condiviso dell’immaginario collettivo, e da Collodi riparte una nuova impresa culturale che guarda al futuro in un sistema che, tra arte, natura e narrazione, riunisce tre luoghi simbolo del borgo di Collodi: il Parco monumentale di Pinocchio, lo Storico Giardino Garzoni e la Casa delle Farfalle. Un complesso raro nel panorama europeo, destinato a rafforzarsi nel segno del doppio anniversario.
Il Parco di Pinocchio: un’opera d’arte immersa nella fiaba
Collodi, frazione del comune di Pescia (Pistoia), è il borgo dove nacque la madre di Carlo Lorenzini e dove lo scrittore trascorse l’infanzia eleggendolo poi a proprio pseudonimo. Il Parco è stato concepito come un percorso attraverso la fiaba, ma in cui arte e natura dialogano in una creazione irripetibile.
La storia del Parco affonda le radici nel 1951, quando, in occasione del settantesimo anniversario della pubblicazione di Pinocchio, nacque l’idea di dedicare proprio a Collodi un luogo permanente capace di celebrare il burattino più famoso del mondo.
Il Parco fu fondato nel 1956 a seguito di un concorso nazionale che vide premiati ex aequo gli artisti Emilio Greco con la statua Pinocchio e la Fata e Venturino Venturi con la celebre Piazzetta dei Mosaici, il Parco prese forma come “Villaggio di Pinocchio”, immerso in uno spazio verde progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.
Da quel primo nucleo artistico fino alla costituzione, nel 1962, della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, il progetto è cresciuto fino a diventare un polo culturale e turistico italiano dedicato all’infanzia, all’arte e alla letteratura.
Nel tempo, l’impianto originario si è arricchito di nuove straordinarie realizzazioni come il Paese dei Balocchi, progettato da Pietro Porcinai con ventuno sculture in bronzo di Pietro Consagra e le architetture di Marco Zanuso, o il Laboratorio delle Parole e delle Figure, oggi sede del Museo Interattivo di Pinocchio.
Il percorso si sviluppa come un viaggio dentro il romanzo, punteggiato da statue che rappresentano i protagonisti ormai universalmente noti: il Carabiniere, il Gatto e la Volpe, il Bosco degli Assassini, il Campo dei Miracoli, la Casina Bianca della Fata, il Serpente, il Pescatore Verde, fino al grande Pescecane che accoglie i visitatori nel ventre della fiaba.
E ancora, il Labirinto, la Grotta dei Pirati, le Ruote sonore mosse dall’acqua, il Percorso Avventura.
Completano l’esperienza il Salone del Grillo Parlante, spazio multimediale per mostre e incontri, le giostre storiche e i teatrini meccanici del primo Novecento, che danno al Parco una dimensione poetica e senza tempo.
Un luogo che, a settant’anni dalla nascita, resta uno dei più originali esempi di intreccio tra arte contemporanea, paesaggio e immaginazione.
Lo Storico Giardino Garzoni: il monumento verde di Collodi
Accanto al Parco di Pinocchio si estende lo Storico Giardino Garzoni, straordinario giardino monumentale del Cinquecento considerato tra i più significativi d’Europa. Sorto attorno alla Villa Garzoni – oggi in restauro – e modellato sulla scenografica pendenza del terreno, rappresenta un esempio eminente dell’arte paesaggistica italiana: terrazze, giochi d’acqua, grotte, statue, teatri di verzura e architetture vegetali compongono un insieme che dialoga con i grandi giardini europei, dalla Reggia di Caserta a Wilhelmshöhe.
Espressione del gusto illuminista e della cultura delle Ville Lucchesi, il Giardino propone un paesaggio pensato come racconto, dove natura, arte e conoscenza si intrecciano in un’esperienza di scoperta. Riconosciuto Monumento Nazionale e inserito nell’Itinerario Europeo dei Giardini Storici del Consiglio d’Europa, il Giardino Garzoni è parte integrante dell’identità di Collodi e un luogo in cui il paesaggio si fa patrimonio culturale.
La Casa delle Farfalle: biodiversità e incanto
Inaugurata nel 2007, la Casa delle Farfalle è una serra monumentale in vetro e pietra. Qui vivono farfalle tropicali provenienti da allevamenti specializzati, che si sviluppano in incubatrice e si riproducono spontaneamente in un habitat perfettamente climatizzato.
Un’esperienza immersiva e poetica che arricchisce il Parco di Pinocchio e il Giardino Storico Garzoni con una dimensione dedicata alla biodiversità e all’educazione ambientale.
Settant’anni di storia, una nuova fase di futuro
Oggi, nel 2026, il settantesimo anniversario del Parco e il bicentenario di Carlo Collodi non guardano solo al passato: segnano l’inizio di una nuova stagione.
Una rinascita che parte da un luogo già straordinario per renderlo ancora più bello, più accogliente, più internazionale. Perché la fiaba di Pinocchio continua a parlare a tutti e da Collodi torna oggi a indicare il futuro.


You must be logged in to post a comment Login