Lo Zibaldone - Recensioni
L’ultimo ballo, di Mark Billingham
Un sapiente mix di elementi noir e tratti di commedia nera. Il risultato è un thriller che non solo tiene il lettore col fiato sospeso, ma offre anche una riflessione sulla perdita degli affetti più cari e le difficoltà di elaborazione del lutto.
di Claudio Filippello
Con “L’ultimo ballo”, in libreria con Fazi Editore per la Collana Darkside (360 pp, €19), lo scrittore britannico Mark Billingham – già noto, tra l’altro, per la fortunata serie con protagonista il detective Tom Thorne – con questo romanzo introduce il suo nuovo detective, Declan Miller, un personaggio anticonformista, lontano dal classico detective tormentato.
Dec, infatti, è un detective, ma anche un ballerino (amatoriale), con una forte propensione allo sberleffo pungente, sferzante, ricco di battute fuori luogo che servono, in realtà, da scudo contro la sua vulnerabilità interiore. Gli hanno da poco ammazzato la moglie, Alex – anch’essa detective e partner di balli latino-americani -, in circostanze misteriose non ancora chiarite.
Siamo in Inghilterra, a Blackpool, una cittadina del Lancashire, e Miller, è appena tornato al lavoro dopo un breve periodo di assenza a seguito della tragica morte della moglie per tuffarsi nel lavoro: una possibile via di fuga dai propri demoni.
Il primo caso che gli viene assegnato è quello di un duplice omicidio avvenuto in circostanze all’apparenza inspiegabili: due uomini sono stati uccisi nello stesso giorno e con le medesime modalità al Sands Hotel, in due stanze adiacenti, con un colpo di pistola di piccolo calibro alla fronte. Nessun legame apparente tra le vittime, eppure le modalità di esecuzione del duplice omicidio sembrano le stesse.
Ma a destare una qualche inquietudine in Miller è la circostanza che una delle vittime è il giovane rampollo di una famiglia malavitosa, Adrian Cutler, sulla quale stava indagando proprio Alex.
Tra l’altro, il duplice omicidio al Sands presenta inquietanti ed evidenti richiami all’assassinio di Alex.
La situazione appare subito rischiosa per Miller, ma lui crede che risolvere il caso possa offrire utili spunti anche per l’indagine sull’omicidio della moglie, da cui è stato escluso e che risulta ancora ferma.
Ad affiancare Miller v‘è la giovane e pragmatica detective Sara Xiu, un’appassionata di heavy metal e motori. Tra i due, ben presto, si creerà una dinamica ricca di contrasti ma anche di dialoghi brillanti ed efficaci frutto di una perfetta intesa operativa.
Un contributo alle indagini verrà dato, indirettamente, anche da Finn, una giovane donna squattrinata, senzatetto, che è stata una preziosa informatrice anche di Alex, alla quale Miller offrirà un tetto; ma anche dal fantasma di Alex con il quale Dec ha instaurato un dialogo continuo, quotidiano, nella cucina di casa: “Alex! Ho dato da mangiare a Fred e Ginger, ….. ok?” (Fred e Ginger sono due amorevoli, piccoli, roditori che vivono stabilmente con Miller).
In questo romanzo Billingham gestisce, con maestria, una tensione narrativa palpabile in ogni pagina grazie ai continui colpi di scena.
Da segnalare, inoltre, la presenza di numerosi e fitti dialoghi tra Miller e Sue, ricchi, da un latto, di ironia e di battute sferzanti, e, dall’altro, di esperienze personali autentiche e profonde.
La scrittura di Billingham, scorrevole e al contempo incalzante, è un sapiente mix di elementi noir e tratti di commedia nera. Il risultato è un thriller che tiene il lettore col fiato sospeso, ma è anche l’occasione per una riflessione sul dolore, sulla perdita degli affetti più cari e le difficoltà di elaborazione del lutto: un sicuro viatico di successo di questa nuova serie.
Avvertenze dell’Autore per i lettori: “Se qualcuno si sta chiedendo che fine abbia fatto Tom Thorne, deve sapere che non c’è da preoccuparsi, perché non è andato lontano. E’ dietro la porta e sta già fischiettando dei motivetti country che Declan Miller non riesce a ballare


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