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Lo Zibaldone

Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro, il libro per migliorare la propria immagine professionale

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Linkedin è il più importante e professionale social network conosciuto principalmente come strumento per cercare lavoro ma non è solo questo. Pamela Serena Nerattini, consulente e formatrice LinkedIn, è autrice del libro metà manuale e metà “guida spirituale”. Abbiamo chiesto all’autrice di spiegarci brevemente come il personal branding sia imprescindibile tanto per le aziende che per i privati. Ecco qualche semplice consiglio, piccola anticipazione dei vari e numerosi suggerimenti che troverete in Linkedin per chi cerca un (nuovo) lavoro.

 

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha affermato che il personal Branding è “quello che la persone dicono di te, quando tu non sei nella stanza”.

Ma cosa significa dover costruire il proprio personal branding? Per me vuol dire riuscire a far conoscere e percepire il proprio valore aggiunto, ciò che ti differenzia dai competitor agli occhi dei tuoi clienti potenziali e anche dei recruiter, in modo tale che siano loro a sceglierti.

Significa generare fiducia ancora prima della relazione cliente – fornitore, facendo conoscere e riconoscere la propria professionalità, le proprie caratteristiche e saperle comunicare in modo efficace. Significa non solo parlare di se stessi al meglio, ma mostrarsi vulnerabili e umani anche davanti agli altri. Significa sapere dove si punta, a quale tipo di azienda, a quale ruolo, con quali mansioni.

Un buon personal branding parte da una profonda introspezione ed è proprio questo paradossalmente lo scalino più alto da salire: mettersi in gioco nel profondo accettando che esponendosi non potremo piacere a tutti, esattamente come nella vita reale. Trovarsi davanti a un social dove tutti potranno leggere e valutare genera ansia in molte persone. In realtà, su LinkedIn è normale suscitare discussioni, avere idee diverse, ed è proprio questa la parte più interessante, vedere il mondo da differenti punti di vista. Non temiamo nulla, iniziamo a interagire piano piano con i contenuti altrui per poi scrivere i nostri in modo originale.

Curare il proprio personal & professional brand è importante non solo per chi cerca clienti ma anche per chi cerca lavoro: i recruiter sono molto attenti a ciò che vedono sui social, alla coerenza tra un CV e un comportamento, ai valori di base e alla personalità. Anche in questo caso LinkedIn permette di farsi conoscere, di raccontare una storia, di generare conversazioni che facciano capire perché potresti essere la persona giusta da inserire nel team di quella specifica azienda.

Mettiamoci sempre nell’ottica dell’altro: cosa lo convincerebbe a scegliere noi? Come possiamo aiutarlo a fidarsi di noi? Perché siamo noi la soluzione giusta? Come possiamo risolvere un suo bisogno o problema?

È essenziale fare “personal surf” ovvero cercarsi su Google in anonimo per vedere cosa un recruiter (o un prospect) trova in rete, a volte scopriremo nostre foto o post che non sapevamo essere pubblici. Bisogna fare molta attenzione alla privacy di tutti i social. Se non ci fosse coerenza tra i valori mostrati su LinkedIn e i comportamenti visibili su Facebook questo romperebbe da subito la fiducia.

Un consiglio? Chiediamo, a chi ci conosce poco, cosa capisce e percepisce di noi guardando il profilo e le attività su LinkedIn. Scoprirai molto su come migliorare il tuo utilizzo del social.

 

 

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