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Lingua geniale – Leggere:tutti alla Farnesina per il lancio della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

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Dalla letteratura allo sport, dalla scienza allo spazio: alla Farnesina una mattinata dedicata alla creatività e alla capacità dell’italiano di costruire relazioni, trasmettere conoscenze e immaginare il futuro. Tra i protagonisti Samantha Cristoforetti, Andrea Riccardi, Marco Malvaldi, Arianna Fontana e Paolo D’Achille.

di Camilla Tettoni

Giovedì 8 ottobre, Leggere:tutti ha partecipato all’evento di lancio della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, ospitato nella Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alla Farnesina. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, scrittori, studiosi e protagonisti dello sport e della scienza per riflettere sul valore della lingua italiana e sulle sue potenzialità nei diversi ambiti della vita contemporanea. Il filo conduttore è quello scelto per l’edizione 2026, in programma dal 19 al 25 ottobre: «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano». L’obiettivo è raccontare una lingua che non appartiene soltanto alla tradizione letteraria, ma che continua a essere uno strumento di innovazione, creatività e dialogo, capace di accompagnare il sapere e il saper fare italiano nel mondo. Nel corso della mattinata sono stati numerosi gli interventi dedicati alla straordinaria ricchezza dell’italiano. Anche il ministro dell’università e della ricerca, Anna Maria Bernini, ha affidato a una nota un messaggio di apprezzamento per la nostra lingua, sottolineandone la forza e la capacità di esprimere idee, conoscenze e visioni.

A ricordare la dimensione internazionale dell’italiano è intervenuto Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, che ha richiamato il lavoro svolto dalla rete dell’istituzione nel mondo: quasi 500 comitati all’estero e circa 80 scuole impegnate nella diffusione della lingua e della cultura italiana. Una presenza che permette a chi si avvicina per la prima volta all’italiano di scoprirne non soltanto le regole, ma anche la storia, la letteratura e le possibilità espressive. Ideare e progettare con l’italiano significa mettere in comune competenze, unire forze e generare nuove forme di produzione culturale. La lingua diventa così uno spazio condiviso, capace di creare legami tra persone e Paesi diversi. A tal proposito, Riccardi ha richiamato una riflessione di Italo Calvino: «La lingua italiana è la casa comune di tutti coloro che la parlano, la leggono e la scrivono», un pensiero che restituisce il senso di una comunità linguistica alimentata ogni giorno da chi studia, insegna, scrive, legge e contribuisce a mantenerla viva.

Tra gli interventi più interessanti, quello di Marco Malvaldi, chimico e scrittore, noto soprattutto per i suoi romanzi gialli. Nel riflettere sulla bellezza e sulle possibilità espressive dell’italiano, Malvaldi ha citato ancora Calvino, evocando un’immagine efficace per descrivere il lavoro della scrittura: «Poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere». Una metafora che suggerisce quanto sia complesso trasformare la vastità dell’esperienza in parole capaci di arrivare al lettore: scrivere significa scegliere, condensare e dare forma al pensiero, senza perdere la ricchezza di ciò che si vuole raccontare.

Il tema è tornato nel panel «Creare con l’italiano: lingua dell’arte, della musica e della letteratura», moderato dallo scrittore Paolo Di Paolo. Nel suo intervento, Di Paolo ha ribadito l’importanza di valorizzare gli italianisti all’estero: studiosi e docenti che, attraverso la ricerca e l’insegnamento, contribuiscono a far conoscere la nostra lingua e la nostra produzione culturale oltre i confini nazionali. Una rete preziosa che collega università, istituti culturali, scuole, librerie e lettori, e che dimostra come la promozione dell’italiano non possa prescindere dalla circolazione dei libri e delle idee.

Uno dei momenti più suggestivi della mattinata è stato l’intervento dell’astronauta Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Cristoforetti ha raccontato la propria esperienza nello spazio e il rapporto con la lingua e la letteratura italiane. Tra i libri che ha portato con sé durante le sue missioni figurano L’Inferno di Dante, Palomar di Italo Calvino e I viaggi di Giovannino Perdigiorno di Gianni Rodari. Tre riferimenti letterari molto diversi, capaci di delineare altrettanti modi di esplorare il mondo: la forza immaginativa della poesia, lo sguardo attento e interrogativo sulla realtà e la fantasia che apre nuove possibilità di pensiero. La presenza di questi libri nello spazio racconta qualcosa di più della semplice passione per la lettura: dimostra come la letteratura possa accompagnare le esperienze umane e scientifiche più straordinarie, offrendo strumenti per osservare, interpretare e raccontare ciò che ci circonda. L’italiano può arrivare in orbita, e la testimonianza di Cristoforetti lo ha ricordato con particolare efficacia, mostrando come una lingua e i suoi autori continuino a essere compagni di viaggio perfino lontano dalla Terra.

La lingua italiana si è rivelata protagonista anche nel mondo dello sport, dove comunicare significa costruire relazioni, integrarsi in un nuovo contesto e imparare a condividere esperienze e obiettivi. L’atleta Andy Díaz ha raccontato il proprio percorso di integrazione in Italia e l’importanza di imparare la lingua per sentirsi parte della società che lo ha accolto. La sua testimonianza ha mostrato come lo studio dell’italiano possa rappresentare un passaggio fondamentale per costruire un senso di appartenenza, oltre che uno strumento concreto per affrontare la vita quotidiana e professionale. Arianna Fontana, campionessa olimpica di short track, ha invece condiviso riflessioni legate alla propria esperienza all’estero, tra Canada e Stati Uniti. Nel suo racconto è emerso il valore della cultura italiana, che non può essere ridotta agli stereotipi con cui talvolta viene rappresentata: l’Italia è fatta altresì di persone, lavoro, competenze e di una lingua che esprime una storia e un’identità condivise. Le esperienze degli atleti hanno così restituito una dimensione concreta del tema della Settimana: l’italiano non è soltanto patrimonio culturale, ma anche uno strumento quotidiano di incontro e integrazione, capace di accompagnare percorsi personali e professionali in contesti internazionali.

Un altro tema centrale della mattinata è stato quello dell’accessibilità delle risorse linguistiche. Marta Leonori, Segretario Generale di Treccani, ha sottolineato l’importanza di rendere disponibile a un pubblico ampio la lingua italiana di registro alto e accademico. La conoscenza non dovrebbe restare confinata agli specialisti: deve poter essere consultata, compresa e utilizzata da chiunque desideri approfondire un argomento. Da questa esigenza nasce l’attenzione verso strumenti digitali affidabili, capaci di offrire contenuti verificati e un’alternativa ai portali che non garantiscono la stessa qualità delle informazioni. In un panorama in cui le risposte sono sempre più spesso affidate a ricerche rapide online, la presenza di risorse autorevoli assume un valore particolare.

La promozione della lingua passa inevitabilmente anche attraverso la circolazione dei libri. Tra i temi richiamati durante l’incontro, l’importanza di sostenere il libro italiano all’estero e di valorizzare le librerie italiane presenti nei diversi Paesi. Le librerie rappresentano infatti luoghi di incontro e di mediazione culturale: consentono ai lettori di scoprire autori, di avvicinarsi a nuove opere e di mantenere un legame con la produzione editoriale italiana. Sostenerle significa favorire la diffusione della letteratura e creare occasioni di dialogo con pubblici di lingue e culture differenti. La promozione della cultura italiana può inoltre contribuire alla costruzione di relazioni e collaborazioni che superano i confini nazionali.

A chiudere idealmente il percorso tra lingua, letteratura e divulgazione, il contributo di Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, che ha illustrato il volume realizzato dall’Accademia in occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, “L’italiano e i giovani”. Il libro sarà scaricabile gratuitamente in formato elettronico dal 19 al 25 ottobre 2026, per tutta la durata della Settimana e sarà successivamente disponibile per l’acquisto tramite i principali distributori. Un’iniziativa che rende accessibile a un pubblico più ampio il lavoro di studio e ricerca sulla lingua italiana, offrendo un’ulteriore occasione per approfondire il tema della creatività linguistica e le sue molteplici applicazioni.

L’incontro alla Farnesina ha dunque mostrato quanto sia ampio il territorio in cui l’italiano può esprimere la propria «genialità»: dalla letteratura alla scienza, dallo sport all’innovazione, dalla divulgazione accademica alla circolazione internazionale dei libri. Le testimonianze ascoltate hanno restituito un’immagine della lingua italiana come patrimonio vivo, che si rinnova attraverso chi la studia, la insegna, la scrive e la utilizza per condividere conoscenze ed esperienze. Una lingua che conserva una storia straordinaria, ma che continua anche a produrre idee, relazioni e nuove possibilità.

Per Leggere:tutti, essere presenti al lancio della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ha significato partecipare a una riflessione che riguarda da vicino il mondo dei libri e della lettura: promuovere l’italiano significa promuovere le storie, le persone e le idee che, attraverso le parole, continuano a mettere in comunicazione il mondo.

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