Lo Zibaldone - Recensioni
Laura D’Angelo, “Mio amore”
Laura D’Angelo è una professoressa universitaria molisana, filologa classica, ricercatrice, esperta di letteratura moderna e di territori. Critica letteraria e poetessa, ha pubblicato in poesia Cuore puro e Poesia dell’assenza, mentre per la narrativa ha dato alle stampe Sua maestà di un amore e per la saggistica Mitografie della modernità tra letteratura e critica. La sua ricerca poetica è legata a una definizione sentimentale dell’amore, cosa che notiamo sin dai versi in quarta di copertina: “Mi chiedi cos’è l’amore, / cos’è quel rumore / che ho qui / nel petto, / e non fa dormire, e a volte / mormora, e si fa ascoltare. // Il mio amore è un mare, / e se piange non affoga / di dolore, ma è / profondo e sa / ricominciare … Uso perfetto del verso libero, musicale e armonico, raffinata scelta delle parole, enjambement pascoliano inserito ad arte, il tutto a servizio di una poesia alta e simbolica, improntata a un’intensa descrizione di quel che significa amore, non vuota parola, ma sentimento forte, che non concede scampo. Il libro è diviso in due parti: la prima intitolata come l’intera raccolta (Mio amore), la seconda aperta da Che l’amore sia, composta di alcune prose molto poetiche e musicali quanto (se non più) le poesie. Tutto il libro è un colloquio tra la voce narrante e il suo amore: “Sei il pianto / il mio, / sei l’incanto / il futuro / e il passato / che miracolosamente / ha senso, ora”. Un amore al quale concedersi anima e corpo: “Amo di te /che tu sei / e sei tu / e amo e non potrei / amare / che così…”. Amore erotico fatto di baci, “amore disordinato e sicuro”, “ostinato e forte”, un amore che “è una strada / di pioggia, / da percorrere verso casa, / di fretta”. Ed è un amore che si riflette nella natura, in una placida sera da ascoltare, intima, che scintilla, un amore che ruba il respiro alla notte e al giorno, tra “profumi di estati antiche / e di infanzie cercate / sul palmo delle mani”. Quando l’amore si compie, accade, diventa musa, dà forma concreta ai versi, si fa una cosa sola con l’oggetto del canto, diventa una firma sul cuore. L’amore è mare e radici, si fa promessa e protezione, è un eterno ritorno, è una poesia improvvisa, un lungomare, un temporale, una pozzanghera su cui saltare, il ticchettio della pioggia che s’impregna dell’odore di sale. La poetessa ci invita a non scegliere mai un amore di comodo, pretende che sia un amore fatto di tormenti e passioni, mai fragile e smarrito, mai troppo solo e capace di ammalarsi, dev’essere amore che porti ad assomigliarsi sempre più insieme. “Un amore da stringere forte nelle sere d’estate, nella promessa di Natale, nella rugiada che fa primavera, nella lacrima che fa temporale”. Per quel che riguarda l’amore la parola abitudine e il verbo accontentarsi non hanno un passaporto per entrare nel mondo di Laura D’Angelo. Ed è giusto così.
Laura D’Angelo
Mio amore
Interno Libri Edizioni – Pag. 130 – Euro 15


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