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La terza geografia

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di Alessandra Farro

È giovanissimo Carmine Valentino Mosesso, la laurea in agraria l’ha spinto lontano da casa, ma, a studi ultimati, è tornato a vivere a Castel del Giudice, il piccolo borgo dell’Alto Molise, dove si prende cura della terra. Classe 1994, la sua poesia raggiunge profondità che sono difficili da toccare a qualsiasi età. Ha da poco pubblicato la sua prima raccolta di poesie “La terza geografia” con Neo Edizioni, compiendo un’indagine accurata sui luoghi, gli amori e gli scambi umani.

Al di là di ogni retorica tematica, attraverso le sue parole, “il poeta contadino” lascia al lettore la riflessione sul significato delle proprie radici, che siano esse ancorate in un posto o in un cuore e racconta semplicemente, comandato dalle emozioni e dalla sincerità, la sua visione del passato, del presente e finanche del futuro, che altro non è che un passato che si accavalla nel tempo.

Tutto, infatti, per Mosesso è eredità del passato, alla quale bisogna mostrare devozione e rispetto per ciò che ci ha lasciato. Ritornare alle origini, quindi, per lui, non significa semplicemente ricordarsi delle proprie radici, ma mostrarle, curarle e ringraziarle quotidianamente.

“Si tratta di una forma di rispetto, di premura – spiega l’autore – se i luoghi sono arrivati a noi è perché qualcuno ci ha creduto, li ha costruiti e mandati avanti, anche in un paese di 50 abitanti c’è stato qualcuno che ci ha creduto. I luoghi sono dei testimoni del passato, che è arrivato alle nostre mani e a cui dobbiamo rispetto, come lo dobbiamo verso gli avi e verso noi stessi. Solo cambiando il nostro approccio ai luoghi si può cambiare qualcosa. Nei luoghi e nello spazio c’è la realtà dell’epoca”.

La sua profonda devozione alla terra emerge vividamente dalle sue poesie, che cullano il lettore, poi lo scuotono e lo riportano indietro, non soltanto nel tempo, ma nei pensieri. Scavano a fondo, portando l’attenzione di chi legge al di là delle forme e delle costruzioni sociali dritto a ciò che conta davvero, al materiale grezzo della vita, che, spesso, viene confinato in qualche archivio della nostra memoria e a cui, invece, Mosesso restituisce linfa vitale.

 

«Guarda la tua città,

spogliala con la forza sovrumana dell’ammirazione,

baciala con la bocca invisibile dell’amore,

pensa al tuo paese come fosse la tua sposa».

 

Con questa poesia si apre la raccolta: quattro versi in cui il poeta riesce a descrivere in modo chiaro, semplice, elegante, originale ed emotivo l’importanza dell’amore rivolto al proprio luogo di nascita, che va trattato come un’amante a cui si è legati da un amore devoto. Quattro versi che colpiscono e arrivano direttamente al cuore, che raccontano la visione personale del poeta, ma anche una preghiera: che tutti applichino la sua stessa devozione nel vivere una città. E poi continua, trasmettendo la sacralità che hanno per lui i luoghi:

 

«Io terra, io centro, chiave, rovo, verme, io periferia

abitare un luogo è diluirsi un poco con se stessi

perché è da sempre che viviamo dentro al mondo

ma in corpi diversi».

 

Carmine Valentino Mosesso

La terza Geografia

Neo Edizioni, 2021

pp.112, Euro 12,00

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