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Lo Zibaldone - Recensioni

La montagna vivente di Amitav Gosh

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di Fulvio Caporale

In un paese lontano e in un’epoca indefinibile esisteva una popolazione che adorava una montagna sacra. Nella valle antistante la montagna i villaggi che la popolavano erano fra loro bellicosi ma tutti vivevano dei frutti della montagna e per questo la veneravano. Nessun abitante della valle si era mai permesso di scalarla e quindi di conoscerla; era infatti proibito a tutti di raggiungere le pendici della montagna che con i suoi frutti, gli alberi e un tipo di noce che aveva infinite possibilità medicali sosteneva tutti gli aitanti. Tutto sembrava essere in armonia e in equilibrio, fino a quando un esercito di stranieri, spinti dal desiderio di sfruttare la montagna e di conoscerne i segreti non arrivarono a sconvolgere la vita degli abitanti della valle portando con sé l seme della discordia e un cambiamento inaspettato.

Favola nera e preludio a ciò che di più sconvolgente l’umanità dovrà affrontare, questo racconto “La montagna vivente” di Amitav Gosh è una semplice e profonda allegoria del nostro futuro. Una narrazione in cui gli eventi precipitano in un baratro che appare come la metafora del genere umano, della sua storia, del suo destino. Amitav Gosh ripropone i temi a lui più cari in una novella breve ma piena di significati, di rimandi alla storia del colonialismo, della sopraffazione, della superficialità in tema di ambiente e clima.

Una piccola storia per un tema angosciante, che ritorna ossessivo nel nostro presente.

La Montagna vivente

Amitav Gosh

Traduzione di Anna Nadotti, Norman Gobetti

Neri Pozza, 2023,

€ 10,00

Collana: Piccola Biblioteca

Generi: Letteratura contemporaneaNarrativa straniera

 

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