Festival & fiere del libro
La Microeditoria di Chiari 2025 chiude con oltre 10 mila presenze
La parola custodisce il presente: un’edizione da record tra impegno civile e voglia di pace
Come apprendiamo dal comunicato stampa di chiusura, con circa diecimila presenze in tre giorni, la Microeditoria di Chiari 2025 si chiude con un bilancio straordinario, confermando Villa Mazzotti come un luogo di incontro, dialogo e passione culturale. Il filo rosso di questa edizione – “La parola custodisce il presente” – ha percorso tutte le riflessioni, testimonianze e i racconti degli autori dando corpo realmente alle parole, non sono solo strumenti di comunicazione, ma veri e propri spazi di responsabilità, memoria e cura.
Fin dalla mattina di domenica, con il raduno nazionale dei gruppi di lettura, la parola si è fatta comunità: decine di lettori hanno condiviso storie, emozioni e scoperte, dimostrando che leggere insieme è un gesto politico e umano, al di là di ogni divisione, ideologia, credenza.
Tra gli incontri più partecipati quello con Alessandro Di Battista che ha portato sul palco il tema della verità, quantomeno la sua, e del coraggio civile. Il giornalista e autore di Democrazia deviata ha riflettuto con passione sullo stato della politica e dell’informazione, invitando il pubblico a “non delegare il pensiero, ma esercitarlo”. Un incontro intenso, quasi un antidoto alla manipolazione e al modello del pensiero unico.
Le intensità della Microeditoria, però, non si registrano a suon di applausi o di audience, ma di contenuti. Quando succede che si avveri la “combo” fra popolarità del messaggio e profondità degli interlocutori, allora capitano occasioni come il centenario Treccani, offrendo una delle pagine più alte e simboliche della rassegna: un dialogo tra eredità e futuro, tra carta e digitale. È stato ripercorso un secolo di storia della conoscenza, al motto di “difendere il linguaggio significa difendere la libertà”. In questo contesto, la presenza di Massimo Bray, direttore generale della Treccani e già Ministro della Cultura, ha rappresentato un ponte ideale tra la memoria e l’innovazione. Bray, da sempre attento al valore della parola e al ruolo dell’editoria come strumento di democrazia e pluralismo, ha sottolineato come la Microeditoria sia un laboratorio vivo di cultura, dove anche le voci più piccole possono contribuire alla costruzione di un sapere condiviso e accessibile. La Treccani, nel racconto dei relatori e nella visione di Bray, è apparsa come una memoria viva, capace di rinnovarsi senza tradire la propria missione: essere un faro di autorevolezza in un tempo in cui la parola rischia di essere svuotata dal rumore. La sua partecipazione alla rassegna ha rafforzato il messaggio che la cultura non è solo conservazione, ma anche responsabilità e impegno civile, in sintonia con lo spirito della Microeditoria, che da oltre vent’anni celebra la biodiversità intellettuale e il coraggio degli editori indipendenti.
Il coraggio non è dote assai rara nei popoli, così troviamo uomini e donne che rompono gli indugi delle masse e si fanno paladini di giustizia e verità. Tra queste, ospite del pomeriggio domenicale, Baraa Awoor, giovane illustratrice palestinese, che ha colpito il pubblico con la sua testimonianza artistica e umana. Le sue parole hanno intrecciato arte e speranza, ricordando che la parola – anche quella disegnata – può essere un gesto di pace e di resistenza. “Disegno per dire che esisto”, ha raccontato Awoor, trovando nell’applauso lungo e “”silenzioso” del pubblico la conferma di una vicinanza profonda. Temi vicini e carissimi ad un altro ambasciatore di pace, talmente bresciano da attrarre su di sé il paradosso dell’uomo di chiesa troppo spirituale e al contempo troppo informale per agire in autorevolezza. Ma la scena se la prende, di gran merito, già dal titolo “la pace. Dalla parola ai fatti”: Don Fabio Corazzina ovvero della parola di Dio che si fa cammino, con allegria.
E in allegria si è chiusa domenica, e con essa la rassegna della Microeditoria. La presentazione del libro dedicato ai Modena City Ramblers tra musica, memoria e impegno collettivo; la sezione Cultura Digitale che si è interrogata sul futuro delle parole nell’era dell’intelligenza artificiale e dei linguaggi sintetici, un nodo centrale nel dibattito contemporaneo; Pippo Civati che ragiona “a cuore aperto” sulla libertà editoriale e sul valore dei libri proibiti come spazio di resistenza al conformismo, e Massimo Carlotto che riporta la narrativa al suo compito originario: raccontare le ombre, dare voce a chi non ce l’ha, trasformare la cronaca in coscienza.
A suggello di una felice collaborazione, Il Premio Letterario “7Parole” ha infine celebrato la scrittura breve come atto di sintesi e verità, simbolo perfetto di un’edizione che ha posto al centro la potenza e la responsabilità del linguaggio.
Un mondo di storie: la Microeditoria dei più giovani
Durante la Microeditoria i bambini e i ragazzi sono stati protagonisti di un ricco programma pensato per stimolare la creatività, la curiosità e l’amore per la lettura. Un viaggio tra parole, immagini e attività esperienziali.
Spazio Bambini: dove le storie prendono vita
Fin dal venerdì mattina, la rassegna ha accolto le scuole con la tradizionale gara di lettura “Per un pugno di libri”, che ha visto gli studenti sfidarsi a colpi di citazioni e interpretazioni, in un clima di entusiasmo e partecipazione. Nel weekend, i più piccoli hanno potuto immergersi nel mondo delle letture animate, come “Libri che danzano a tempo di musica”, che sabato ha trasformato le pagine illustrate in uno spettacolo multisensoriale, tra parole, suoni e immagini. Domenica, invece, la filosofia per bambini ha trovato spazio nella Sala Rodari, dove i piccoli partecipanti hanno esplorato grandi domande con la guida di Eugenia Giulia Grechi.
Laboratori: menti in movimento
I laboratori hanno rappresentato uno dei cuori pulsanti della proposta educativa. Sabato mattina, i bambini hanno potuto scoprire l’arte antica della carta fatta a mano, grazie al laboratorio curato da “La Salamandra”, dove ogni partecipante ha creato il proprio foglio personalizzato. Grande successo anche per i laboratori STEM organizzati dal CFP Zanardelli, che hanno coinvolto i bambini in attività di robotica, coding e scienze, tra esperimenti di cromatografia e costruzione di piccoli robot. Nel pomeriggio di domenica, l’Archeocaccia al tesoro ha trasformato le vie di Chiari in un percorso a tappe tra storia e mistero, coinvolgendo famiglie e giovani esploratori in una sfida all’ultimo indizio.
Mostre: immagini che raccontano
Ad arricchire l’esperienza sensoriale e culturale dei più giovani, la rassegna ha ospitato due mostre di grande impatto emotivo e visivo. La mostra “Il mio posto nel mondo (con te)” ha esposto le delicate tavole illustrate di Elisa Vincenzi e Ilaria Braiotta, un invito a riflettere su identità, relazioni e sogni. Nel Salone Centrale, le opere dell’artista palestinese Baraa Awoor hanno raccontato storie di infanzia, resilienza e speranza, offrendo uno sguardo toccante sul mondo dell’infanzia vissuta nei contesti di conflitto.
Fondazione Morcelli Repossi, capitanata dal Presidente Claudio Baroni, come ogni anno apre alla Microeditoria i suoi doni preziosi, come la mostra allestita in occasione degli 800 anni del “Cantico delle creature” di San Francesco: un omaggio alla Parola come fondamento di civiltà, come ponte tra epoche e culture, come radice profonda della nostra identità europea. In un tempo in cui la parola rischia di essere consumata e svuotata, l’esposizione ha restituito al pubblico la sua forza originaria, sacra e rivoluzionaria. I visitatori hanno potuto ammirare preziosi esemplari di Bibbie manoscritte e a stampa, provenienti da collezioni private e archivi ecclesiastici, alcuni dei quali raramente esposti al pubblico. Tra i pezzi più significativi, una Bibbia miniata del XV secolo, con capilettera finemente decorati in oro zecchino e pigmenti naturali, e una prima edizione della Bibbia di Lutero, testimone della svolta epocale della Riforma protestante. La mostra ha saputo coniugare il rigore filologico con una narrazione accessibile e coinvolgente, grazie a un allestimento curato nei minimi dettagli e a pannelli esplicativi che hanno guidato il pubblico alla scoperta del contesto storico, linguistico e artistico di ciascun volume. Un percorso che ha messo in luce non solo l’evoluzione della lingua e della stampa, ma anche il ruolo centrale della Bibbia nella formazione del pensiero occidentale. Non è mancato un omaggio alla Bibbia come oggetto d’arte, con una sezione dedicata alle legature, alle xilografie e alle tecniche di stampa antiche, che hanno trasformato il libro sacro in un capolavoro di artigianato e bellezza.
Un festival diffuso: Il bello del fuori Microeditoria
Anche quest’anno il Fuori Microeditoria ha rappresentato il cuore pulsante della partecipazione diffusa e della cultura condivisa, grazie al coordinamento appassionato di Nadia Iore, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Chiari, e Daniela Mena, direttrice artistica della Rassegna della Microeditoria.
In perfetta sintonia con il tema dell’edizione 2025 il Fuori Micro ha saputo intrecciare luoghi, linguaggi e comunità, trasformando Chiari in un laboratorio a cielo aperto.
Tra le iniziative più significative:
- “Passi e parole di pace”: una camminata mattutina tra le vie della città, guidata da Anna Rastello e Beniamino Grasselli, con soste letterarie e riflessioni sul tema della pace, in collaborazione con le scuole e le associazioni locali.
- “Chiari da villaggio a città”: un viaggio nel tempo attraverso l’allestimento archeologico e multimediale del Museo della Città, che ha raccontato l’evoluzione urbana e culturale del territorio clarense.
- “Tessere la vita con i nodi del macramè”: un laboratorio esperienziale presso Pacha Mama, dove l’arte del fare manuale è diventata metafora di relazioni e narrazione.
- Le “Chiesette delle Quadre”: per la prima volta, i quattro luoghi simbolo delle contrade clarensi sono stati teatro di eventi serali, tra musica, letture e performance, in un suggestivo dialogo tra spiritualità e contemporaneità.
- Visite guidate alla città e al Museo della Città, con percorsi tematici tra storia, arte e memoria, pensati per valorizzare il patrimonio culturale locale.
- Laboratori per bambini e ragazzi, mostre diffuse, installazioni artistiche e performance itineranti hanno completato un programma che ha coinvolto attivamente cittadini, scuole, associazioni e realtà culturali del territorio.
“Il Fuori Microeditoria è la dimostrazione concreta di come la cultura possa uscire dai luoghi canonici per abitare la città, i suoi spazi, le sue persone”, ha dichiarato Nadia Iore, sottolineando il valore della partecipazione e della cura del patrimonio artistico e culturale della città.
Il Fuori Microeditoria 2025 si conferma così come un “intreccio felice” che continua a far fiorire vita e cultura tra la Pianura e la Franciacorta.
Con questa consapevolezza si chiude la Microeditoria di Chiari 2025, che ancora una volta riporta Chiari, se pur simbolicamente, la prima capitale italiana del Libro.
La soddisfazione degli organizzatori
Daniela Mena, direttrice artistica della Microeditoria, ha commentato:
“Questa edizione ci ha ricordato che le parole sono vive solo quando vengono condivise. Custodire il presente significa non fuggire dal mondo ma abitarlo. Ogni incontro di questa edizione ci ha consegnato un modo diverso di difendere la parola. E tutti insieme abbiamo raccontato la bellezza del pensiero e dei libri.”
Paolo Festa, Presidente dell’associazione L’Impronta, ha aggiunto:
“Oltre i numeri, ciò che resta è la qualità del dialogo. La Microeditoria è diventata un luogo dove la cultura non si consuma, ma si vive. Le presenze di quest’anno non sono un traguardo, ma un segno di fiducia: la fiducia che continua a interrogare, emozionare, unire.”
INFO E CONTATTI Rassegna della Microeditoria
Daniela Mena
Mail info@rassegnamicroeditoria.it
Ufficio stampa e comunicazione digitale
Michele Scalvenzi Mail stampa@rassegnamicroeditoria.it


You must be logged in to post a comment Login