Connect with us

Articoli & Approfondimenti

La Bibbia come romanzo del mondo

Published

on

di Franceso Roat

Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma sembrano contenere, in forma germinale, tutte le storie possibili. La Bibbia è certamente uno di questi. E proprio alla sua vertiginosa complessità Roberto Calasso dedica Il libro di tutti i libri, ora riproposto da Adelphi nella collana «gli Adelphi». Pubblicato originariamente nel 2019, il volume costituisce una delle ultime grandi incursioni dell’autore nel territorio dei miti, delle genealogie, delle forme del sacro e delle narrazioni fondatrici della civiltà occidentale.

L’ambizione è dichiarata fin dal titolo, che riecheggia una definizione di Goethe: attraversare la Bibbia da capo a fondo, seguendone i fili narrativi, le ricorrenze, le fratture e le contraddizioni, come se si trattasse di un unico immenso organismo letterario. Una storia che comincia prima di Adamo e si spinge, idealmente, oltre il tempo presente; una costellazione di vicende in cui patriarchi, re, profeti, giudici, donne, popoli e divinità si incontrano e si scontrano secondo una logica che non è mai semplicemente lineare.

Calasso non procede come un esegeta tradizionale. Non ricostruisce sistematicamente la formazione dei testi, non offre un commento versetto per versetto, non si propone di risolvere le questioni storico-critiche che la Bibbia solleva. Il suo metodo è piuttosto quello della ricomposizione: accosta episodi lontani, riconosce simmetrie nascoste, mette in relazione figure e motivi, lascia che un racconto illumini un altro. Il testo biblico diviene così un labirinto di corrispondenze, nel quale ogni dettaglio può acquistare un significato ulteriore.

È soprattutto la forza romanzesca della Bibbia a interessare Calasso. L’elezione, tema centrale della sua lettura, non è soltanto un privilegio teologico: è ciò che mette in moto la narrazione, ciò che introduce nel mondo una differenza, una scelta, una tensione. Essere eletti significa essere esposti a un destino singolare, ma anche alla colpa, alla prova, all’incomprensione e al fallimento. La storia biblica non procede attraverso eroi impeccabili: Abramo, Giacobbe, Mosè, Davide e gli altri protagonisti sono figure ambigue, spesso attraversate da passioni e contraddizioni. La loro grandezza non cancella la loro fragilità; anzi, è proprio da questa frizione che nasce la potenza narrativa del testo.

Calasso possiede un talento straordinario nel restituire ai racconti più noti la loro inquietudine originaria. Episodi che la consuetudine religiosa ha talvolta reso familiari o innocui tornano a mostrarsi nella loro perturbante stranezza: la chiamata di Abramo, l’inganno di Giacobbe, la lotta per la sovranità, il rapporto tormentato fra il popolo e i suoi re, la voce dei profeti. La Bibbia appare allora non come un repertorio di edificanti esempi morali, ma come un universo in cui il divino e l’umano si implicano continuamente, senza mai lasciarsi ricondurre a una formula rassicurante.

Il libro si distingue anche per la vastità dei suoi rimandi. Calasso convoca la tradizione ebraica, la cultura greca, la riflessione moderna, la psicoanalisi e la letteratura, mostrando come la Bibbia continui a generare interpretazioni, conflitti e riscritture. Il confronto con Freud e con la sua lettura di Mosè, in particolare, testimonia la persistenza del testo biblico nella coscienza moderna, anche quando la fede sembra essersi ritirata. La Bibbia non è soltanto un documento del passato: è una macchina narrativa e simbolica che continua a produrre il presente.

Proprio qui si colloca, tuttavia, la peculiarità più significativa dell’opera: la rilettura biblica di Calasso non appare, qui, per nulla religiosa. Non perché sia irriverente, né perché intenda negare la dimensione del sacro, ma perché il suo sguardo si colloca altrove. Calasso non legge la Bibbia per confermare una verità di fede, per ricavarne un insegnamento spirituale o per condurre il lettore verso una pratica religiosa. Il suo interesse è rivolto alle forme attraverso cui gli uomini hanno narrato il rapporto con il divino, alla potenza delle immagini, alla struttura dei racconti, all’enigma dell’elezione e alla violenza che spesso accompagna la fondazione di un ordine.

Il sacro, nel suo libro, è materia di indagine e di stupore, non oggetto di adesione confessionale. Dio, gli angeli, le promesse, le alleanze e le maledizioni vengono osservati nella loro funzione narrativa, antropologica e simbolica. Ma questo non significa che vengano banalizzati o ridotti a semplici allegorie. Al contrario, la distanza da una lettura devozionale consente a Calasso di restituire loro una parte della loro opacità, della loro potenza perturbante. Il suo è uno sguardo letterario sul sacro: non lo nega, ma lo sottrae alla rassicurazione.

A questa originalità si accompagna un limite. La scrittura di Calasso, ricca di folgorazioni e di accostamenti sorprendenti, può talvolta apparire dispersiva. La sua erudizione tende a imporsi sulla struttura complessiva, e il lettore che cerchi un’interpretazione organica o un’argomentazione rigorosamente progressiva potrebbe avvertire una certa discontinuità. Ma chiedere a questo libro la sistematicità di un trattato significherebbe fraintenderne la natura. Il libro di tutti i libri è soprattutto un’opera di montaggio, una lunga meditazione per frammenti, nella quale il senso nasce dall’accostamento e dalla risonanza.

La nuova edizione economica rende nuovamente accessibile un volume impegnativo, ma capace di riaprire la Bibbia anche agli occhi di chi non frequenta abitualmente i testi sacri. Il merito maggiore di Calasso consiste forse proprio in questo: aver mostrato che la Bibbia può essere letta come una delle più straordinarie costruzioni narrative dell’umanità, senza che la sua grandezza dipenda necessariamente dalla fede di chi la legge. Un libro antico, dunque, ma tutt’altro che concluso; un libro che continua a interrogarci perché, prima ancora di offrire risposte, ha inventato alcune delle domande decisive sul destino umano.

Roberto Calasso, Il libro di tutti i libri, Adelphi, 2026, pp. 555, € 16,00

Continue Reading
Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Copyright © 2026 Leggere:tutti