Articoli & Approfondimenti
Itinerari pasquali
di Francesco Roat
La Casa Editrice Jaca Book ‒ dopo aver pubblicato l’Opera omnia di Raimon Panikkar ‒ ha dato alle stampe un volume che potrà certo destare l’interesse tra i lettori interessati alla spiritualità occidentale (cristiana) e orientale (induista). Potremmo dire che Il dono dell’amicizia sia in un certo senso un testo scritto a quattro mani, in quanto in esso sono raccolte le lettere che il noto filosofo e teologo spagnolo inviò a Henri Le Saux ‒ studioso pure lui della cultura religiosa induista e delle connessioni che intercorrono tra essa ed il messaggio evangelico ‒, più quelle che a sua volta ricevette da quest’ultimo. Si tratta d’un ampio epistolario: notevole non solo per il mutuo scambio di opinioni fra due prestigiosi intellettuali interessati all’ecumenismo interconfessionale, ma soprattutto poiché da esso emerge l’afflato mistico e l’impegno ascetico che caratterizzò in modo esemplare l’esistenza di entrambi.
Lo scambio epistolare copre un periodo di quattordici anni (1959-1973) e rappresenta anche un documento d’epoca, non fosse altro per la semplice ragione che le ampie relazioni intessute dai due amici hanno fanno sì che, sia pure indirettamente, nel libro siano comparsi alcuni tra i più alacri protagonisti di quegli anni problematici, specie rispetto al tentativo di rinnovamento della Chiesa ‒ oggi riconosciuti quali portavoce di un rinnovato cristianesimo non dogmatico o meramente confessionale ‒: come Jean Daniélou, Bede Griffiths e Patrick Paul D’Souza. Le riflessioni ed i commenti che essi si scambiarono, prima, durante e dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), appaiono infatti di grande valore e lucidità profetica.
Va altresì precisato che, a questa nutrita corrispondenza – sino ad oggi inedita ‒, all’interno del libro sono stati aggiunti altri quattro scritti non meno degni di attenzione. Innanzitutto due accorate lettere postume indirizzate da Panikkar al defunto Le Saux assai dopo la morte di questi, a espressione dello stretto vincolo che univa i due; per alcuni versi così simili nel perseguire un cammino mistico segnato dalla meditazione, dal distacco nei confronti dell’inessenziale e dalla rinuncia egoica; per un altro verso senz’altro dissimili nell’ambito della condotta relazionale. Per dirla in una parola: all’introverso Le Saux faceva da contrappeso l’estroverso Panikkar. Seguono quindi, nel testo, il racconto che quest’ultimo fece a Milena Carrara Pavan ‒ già sua stretta/devota collaboratrice ‒ intorno al proprio percorso spirituale, ed un breve ma intenso saggio di Odette Baumer-Despeigne ‒ depositaria degli scritti inediti di Le Saux ‒ riguardo, in parallelo, al cammino spirituale alla ricerca di Dio effettuato in terra indiana dal grande mistico francese.
Per concludere, citerò due brani esemplificativi tratti dal libro in questione. Il primo è sul senso della vita, da cogliere tramite un’ottica non teorica: “Le dottrine mirano al senso, lo descrivono, lo esprimono, lo traducono; ma non sono il senso. Il senso di manifesta al terzo occhio. Il significato sorge dalla visione del secondo occhio, mentre è il primo occhio che fa sorgere la domanda: io mi sento vivere e mi domando che cosa sia questo vivere. Vita viventibus est esse, scrisse il mistico Tommaso d’Aquino, ispirato da Aristotele. E l’essere dei viventi è amore. Ho detto che il senso della vita è scoprire la pienezza dell’uomo, quindi la nostra pienezza”. (Panikkar)
Il secondo è sempre sul significato profondo dell’esistenza, ed è indice d’una inesausta tensione verso il raggiungimento della non-dualità: “È nella misura in cui uno vive se stesso interiormente che è pronto a capire l’India e anche a esserne compreso. Inversamente, nella misura in cui uno penetra nel segreto dell’India, scopre se stesso interiormente, vi penetra sempre più profondamente fino al mistero del Sé unico e non duale. Il sé della terminologia indù può essere rapportato all’espressione impiegata da San Paolo: «Non sono più io ma il Cristo che vive in me» – Gal 2,20”. (Le Saux)
Raimon Panikkar, Henri Le Saux, Il dono dell’amicizia. Cammini interiori, Jaca Book, pp. 301, euro 20,00


You must be logged in to post a comment Login