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Lo Zibaldone - Recensioni

In viaggio con i padri che non conosciamo: “Ieri è il momento giusto”

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di Elena D’Alessandri

C’è un momento preciso in cui le certezze della mezza età crollano di schianto: accade quando si perde un genitore e si scopre per giunta che ha vissuto una vita intera basata su una grande omissione. È da questa vertigine che prende le mosse Ieri è il momento giusto, l’esordio narrativo di Paolo Kessisoglu in libreria con Solferino (272pp. 18,50 Euro), una storia che abbandona i tempi comici del palcoscenico per esplorare il momento esatto in cui la vita ci priva dell’alibi di essere figli e ci costringe a diventare grandi per davvero.

Il protagonista della storia è Federico, fotografo dal talento inespresso e dalle troppe insoddisfazioni, bloccato in una routine fatta di una figlia adolescente in crisi, un’ex moglie polemica e un posto nel mondo che gli va troppo stretto. L’equilibrio si spezza quando da Arles giunge un’inattesa chiamata: il padre Giovanni, lì per una mostra fotografica, è morto all’improvviso. Tuttavia, quello che doveva essere un doloroso viaggio burocratico si trasforma in un terremoto esistenziale. Giovanni Penco, tranquillo funzionario dell’Inps, genitore presente e rassicurante, si rivela da subito diverso da quello che tutti credevano: le sue “famiglie” erano molteplici. Federico scopre di avere un fratello mai conosciuto, Marco, caratterialmente agli antipodi: algido, lucido e apparentemente privo di incrinature.

Per riscuotere un’eredità misteriosa, i due fratellastri si trovano costretti a intraprendere un rocambolesco viaggio on the road con diverse tappe in giro per lo Stivale, per arrivare infine a Lampedusa. Un percorso quest’ultimo che diventa una ricomposizione di frammenti mnemonici e identitari.

In questo romanzo ritmato e dalla forte impronta cinematografica, Kessisoglu riesce a toccare le corde più intime del rapporto padre-figlio. Con una scrittura che alterna la leggerezza del tocco comico alla profondità della riflessione, l’autore mette a nudo l’inquadratura cieca di tutti i figli: l’incapacità di vedere nei propri genitori individui completi, dotati di sogni, segreti, paure e un passato vissuto prima del nostro arrivo.

Ieri è il momento giusto si rivela così uno spunto sul tempo che passa, sulla necessità di decostruire la figura genitoriale per poter finalmente comprendere chi siamo e sul valore curativo delle seconde possibilità. Un racconto sincero, che fa sorridere e commuove, ricordandoci che per fare i conti con noi stessi non è mai troppo tardi.

 

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