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Il thriller simbolico “Le 12 civette” di Juliette Evola, che svela l’anima inquieta del presente

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Misteri, enigmi, leggende, complottismo: sono le parole chiave che aprono le porte del romanzo “Le 12 civette” di Juliette Evola, un thriller esoterico che oltrepassa con eleganza i confini del genere per addentrarsi in territori più profondi – psicologici, simbolici e perfino filosofici. L’autrice intreccia una trama che, pur muovendosi tra suspense e inquietudine, riflette su temi di bruciante attualità senza rinunciare a un affascinante sostrato di folklore e di cultura popolare. Il cuore della vicenda pulsa infatti tra le montagne delle Dolomiti, ad Agordo, un piccolo paese del bellunese che diventa, nelle pagine del romanzo, un microcosmo sospeso tra realtà e mito.

 

La struttura del libro è quella del diario-confessione: Samuele, un uomo di quarantacinque anni, decide di mettere per iscritto una serie di eventi misteriosi avvenuti dieci anni prima. Siamo nel 2020, nel pieno della pandemia di coronavirus, e l’atmosfera di isolamento e di paura collettiva amplifica le sue ossessioni. Samuele è un personaggio scomodo, lontano da qualsiasi archetipo eroico: un individuo complesso, a tratti disturbante, afflitto da manie persecutorie e da una rabbia lucida contro ciò che percepisce come la mediocrità del mondo contemporaneo. L’autrice non lo risparmia né lo assolve: lo osserva invece con chirurgica precisione psicologica, lasciando emergere tanto le sue fragilità quanto le sue derive ideologiche. La sua voce, talvolta cinica, talvolta disperata, risuona come un’eco del nostro tempo – quello delle teorie complottiste, delle polarizzazioni, delle verità distorte dalla solitudine digitale.

 

Durante il lockdown, Samuele conosce Lorena, una giovane donna che diventa il suo unico punto di riferimento emotivo in un universo sempre più rarefatto; quando però Lorena scompare improvvisamente, la sua realtà si sfalda. È davvero sparita o è solo un’illusione nata dalle ossessioni del protagonista? La sua ricerca lo conduce ad Agordo, ai piedi del Monte Civetta, dove si intrecciano superstizioni arcaiche, sette sataniche e presunti esperimenti biotecnologici che sembrano suggerire un destino già scritto. Ogni simbolo, ogni dettaglio – le citazioni erudite, i frammenti documentali, le immagini – diventa il tassello di un mosaico che mette alla prova il lettore e lo invita a interrogarsi su cosa sia vero e cosa no.

 

“Le 12 civette” è un romanzo che gioca sul confine sottile tra ragione e follia, tra fede e scienza; Juliette Evola costruisce una narrazione che vibra di tensione intellettuale ma anche di poesia oscura, lasciando che sia il lettore a decidere se credere o meno al racconto di Samuele. Il risultato è un’opera ambiziosa e stratificata, capace di unire il brivido del thriller all’introspezione del romanzo esistenziale.

 

Contatti

https://www.instagram.com/julietteevola66/

https://www.facebook.com/p/Juliette-Evola-Le-12-civette-61560377803352/

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