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Lo Zibaldone

Il grande libro delle amache

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di Edoardo Monti

Per chi (come me che scrivo) è letteralmente cresciuto coi corsivi di Michele Serra – da principio su “l’Unità”, e dopo su “la Repubblica” –, questa esauriente rassegna dei momenti forse migliori della sua decennale carriera rappresenta un’occasione unica. Cioè quella di ritrovare, raccolta in un solo volume, gran parte di quei pezzi, brevi e folgoranti, che han saputo raffigurare, più che ‘raccontare’, oltre vent’anni di Storia patria con una voce inimitabile. Anzi, «con pochi cedimenti allo sconforto», come viene enunciato sin dalla copertina… E già questo, fa capire quanto ci è cara l’ironia di Serra.

Il presente volume – corposo, ma godibilissimo – esce in contemporanea con un secondo libriccino, “La sinistra e altre parole strane” (edito sempre da Feltrinelli), in cui Serra rievoca, con leggerezza e a mo’ di postilla, la sua storia di corsivista e il lungo rapporto con la scrittura.

Una storia complessiva, insomma, de “L’amaca”: quella piccola rubrica giornaliera, ma non settoriale, che negli anni ha conquistato migliaia di lettori, sapendo cogliere, delle vicende di cronaca quotidiana – le più serie come le più frivole –, il lato grottesco, e anche surreale.

Ad esempio, qui ho ritrovato quell’‘amaca’ memorabile (che infatti ricordavo bene) nella quale il giornalista satireggia argutamente i molti politici ‘peones’ che devono andare in TV a ripeter pedissequamente le dichiarazioni dei propri partiti. Serra propone a quel punto – onde evitare la monotonia – di raccoglierli in gruppi opposti, che s’esprimano con un coretto. “Siaaam d’accooordoooo!”, intonerebbero i favorevoli. “Noi invece nooooo!”, gorgheggerebbero i contrari.

O anche quella, risalente ai primi anni Duemila, in cui il Nostro ironizzava sui toni aggressivi degli articoli della Fallaci, dando vita, forse, al primo caso di ‘corsivo’ scritto tutto in maiuscolo (una comica contraddizione in termini). E anticipando quegli status prepotenti e un po’ cafoni di chi oggi, purtroppo senza un minimo d’ironia, invade i social ‘urlando’ solo lettere maiuscole…

La scrittura di Michele Serra è capace di far sorridere senza mai perdere la sua eleganza e un intrinseco garbo. Sia quando affronta temi risibili usando un registro finto-serio, sia quando stempera ciò che è serio nel suo sguardo umano – ma mai disperato

MICHELE SERRA

Il grande libro delle amache

Feltrinelli, 2017

pp. 812, euro 29,00

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