Festival & fiere del libro
Il giallo a Napoli si tinge d’azzurro
E no, non ci riferiamo allo scudetto portato a casa dalla squadra azzurra, ma alla splendida location, tutta cielo e mare, del Cenacolo Belvedere in cu fra il 5 e l’8 giugno si è svolta la quarta edizione del Festival del Giallo-Città di Napoli.
Un mélange fra il noir delle tematiche narrative e il chiarore panoramico che circonda pubblico e relatori che ben sintetizza quella propensione partenopea per i caravaggeschi contrasti cromatici. E guarda caso nel corso della prima giornata uno spazio è stato dedicato proprio a Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, con un racconto dettagliato, a cura di un magistrato, Raffaele Marino, e di un chirurgo, Gennaro Rispoli, dei misteri e misfatti che segnarono la breve tumultuosa esistenza dell’artista.
Il tutto, ovviamente gestito dal patron appassionato e appassionante del festival, Ciro Sabatino, vera anima di questi quattro giorni che hanno visto avvicendarsi e accavallarsi una quantità di eventi, presentazioni, conversazioni, simulazioni di indagini, giochi e quant’altro sia nel segno del crimine e del suo disvelamento. D’altra parte, ricorda lo stesso Sabatino, Napoli è la città che vanta attualmente il più alto numero di scrittori gialli: che abbia contribuito o meno l’effetto de Giovanni (il quale, per la cronaca, è anche il Presidente di questo Festival), sta di fatto che il capoluogo campano conta ben settanta-ottanta autori che stanno dando vita a nuova epoca di questo genere così amato, come ben sa Luca Crovi, uno dei maggiori esperti di giallo in Italia, che assieme a Sabatino è anche l’anima di questa rassegna. A Crovi è spettato anche quest’anno il compito di gestire numerosi incontri che egli riesce a vivacizzare con verve e competenza, a partire da quello con lo spagnolo Javier Castillo considerato il fenomeno editoriale degli ultimi anni: incontro realizzato anche grazie alla collaborazione con l’Istituto Cervantes di Napoli.
Un genere, quello del crime, che ormai è così strabordante da annoverare anche una varietà di sottogeneri che riescono ad assecondare gusti e interessi di lettori sempre più numerosi ed eterogenei.
Si passa così dal giallo esoterico e tenebroso di Martin Rua – che ha intrattenuto un pubblico attentissimo raccontando quel personaggio tenebroso e intrigante che fu il Principe di Sansvero -, al giallo storico di Simona Teodori che si è soffermata, sottolineandone la modernità, sulla figura di Beatrice Cenci a cui ha dedicato il romanzo “La cospirazione dei Cenci”. E, ancora per gli appassionati di epoche passate, immancabile l’incontro con Marcello Simoni, autore di racconti e romanzi ambientati prevalentemente nel medioevo e per i quali egli si avvale dei suoi studi di archeologia e dell’esperienza di bibliotecario esperto nello scartabellare tra libri antichi in modo da realizzare accurate ricostruzioni d’epoca.
Tutt’altra tipologia è quella del cosy crime che trasporta il lettore in una atmosfera molto più leggera senza rinunciare a tutte le componenti del genere (uccisioni investigazioni soluzioni). Abbiamo chiesto a Serena Venditto, autrice di punta di questo genere, come mai si sia dedicata a questa tipologia narrativa e lei, con la leggerezza ironica della sua scrittura, ci ha raccontato di aver cominciato a scrivere cosy crime non sapendo che stesse scrivendo cosy crime, ma di aver semplicemente messo insieme le due cose che ama di più: il giallo deduttivo di matrice anglosassone e la commedia.
Tanti (impossibile quindi citarli tutti) gli autori presenti: ricordiamo almeno Carlo Lucarelli, ormai ospite fisso affezionato e atteso di questa kermesse, e Loriano Macchiavelli per la prima volta ospite del festival. Da segnalare anche gli incontri con Luca Briasco, traduttore di Stephen King, con Franco Forte direttore del mitico Giallo Mondadori e con Raffaele Mangano che nel libro “Non sono stato io” racconta l’incredibile storia del primo illustratore di Diabolik.
Anche questa edizione si fregia della collaborazione con la Scuola Italiana di Comix e con la libreria Iocisto che ha realizzato una variegata e ricca esposizione e vendita di libri. Già, perché nel preoccupante calo di vendite, il genere giallo assicura a librai ed editori una boccata di ossigeno, come ci ha spiegato Alberto Della Sala di Iocisto, ricordando che un incremento di vendite lo si deve anche alle numerose fiction tratte da romanzi che assicurano un incoraggiante numero di lettori di ritorno.
In quattro giorni ” ‘o Festivàll” come lo chiama affettuosamente Ciro Sabatino coadiuvato dalla instancabile collaboratrice, la giornalista Anita Curci, ha veleggiato sull’azzurro sfondo marino offerto dal panorama verso il gran finale di domenica sera con l’attesissima performance di Maurizio de Giovanni dal titolo “Nella mente dell’assassino” .
A conti fatti, possiamo affermare che ci sia qualche elemento che rende peculiare questo Festival del giallo rispetto ad altri? Ci soccorre ancora una volta Luca Crovi che ci spiega come per la presenza dei giochi, la postazione della Polizia Scientifica, le colazioni mattutine in cui il pubblico ha la possibilità di dialogare con gli autori, questo Festival possiede una vivacità tutta partenopea.
E, in forza di questa vivacità, ne siamo sicuri: Sabatino già sta pensando alla prossima edizione del Festivàll.
(Bernardina Moriconi)


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