Lo Zibaldone - Recensioni
“Il fattore gatto”: un omaggio ai maestri della Golden Age
di Elena D’Alessandri
Una libreria sull’orlo del tracollo, un matrimonio blindatissimo tra eredi miliardari e un’isola privata che diventa teatro di un delitto. Per Marzio Montecristo, libraio cagliaritano specializzato in gialli d’autore, la proposta di trasferire per qualche giorno la sua Les Chats Noirs sull’isolotto di Serpentara sembra un’occasione da non perdere. Ma quando il lusso della festa lascia il posto a un omicidio, la possibilità di risollevare le sorti della libreria passa in secondo piano: tra gli ospiti e il personale di servizio, tutti sembrano avere qualcosa da nascondere.
Con Il fattore gatto, pubblicato da Marsilio nella collana Le Lucciole (522 pp., 18 euro), Piergiorgio Pulixi torna nell’universo narrativo inaugurato con La libreria dei gatti neri e proseguito con Se i gatti potessero parlare. Ritroviamo il cinico libraio cagliaritano Marzio Montecristo e la sua eccentrica squadra investigativa del club di lettura del martedì, alle prese con un nuovo caso che cambia registro rispetto al noir più crudo cui l’autore sardo ha abituato i suoi lettori. Qui a dettare il ritmo è il giallo deduttivo, con le sue regole, i suoi sospetti e il piacere di provare a risolvere l’enigma prima che lo faccia il protagonista.
L’ambientazione isolata, la cerchia di personaggi legati da rivalità e segreti, gli indizi disseminati lungo il racconto: Pulixi guarda apertamente alla tradizione della Golden Age, da Agatha Christie a Sherlock Holmes, e si diverte a rimetterne in gioco gli ingranaggi. Il richiamo ai classici non è soltanto un omaggio, ma diventa parte del gioco con il lettore, invitato a distinguere le tracce autentiche dalle false piste e a dubitare delle apparenze.
A rendere la vicenda più leggera intervengono gli “Investigatori del martedì”, con le loro eccentricità e il loro entusiasmo investigativo. Ma un posto speciale spetta a Poirot e Marple, i due gatti di Montecristo: non semplici presenze decorative, bensì compagni silenziosi che, con il loro fiuto felino, aiutano il libraio a soffermarsi su particolari che rischiano di passare inosservati. È anche attraverso di loro che Pulixi inserisce una nota ironica nel meccanismo del giallo, senza compromettere il ritmo dell’indagine.
La scrittura procede con agilità e tiene insieme suspense, caratterizzazione dei personaggi e gusto per il depistaggio. Il romanzo non cerca la cupezza né l’effetto scioccante, ma punta sulla costruzione dell’enigma e sulla curiosità di chi legge, mantenendo viva la domanda su chi sia il colpevole e su quali segreti si nascondano dietro la facciata impeccabile del matrimonio.


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