Festival & fiere del libro
I fumi della fornace – VIII Edizione 20 – 23 Agosto 2025 | Valle Cascia (MC)
“Lasciare la festa” è il tema che accompagna l’ottava edizione de I Fumi della Fornace, la festa della poesia, arti e teatro che dal 20 al 23 agosto 2026 tornerà ad abitare Valle Cascia, tra Macerata e Montecassiano. Nata nel 2019 come gesto di riattraversamento di un luogo sospeso tra memoria industriale e immaginazione collettiva, la festa (giunta al suo ottavo anno e riconosciuta nazionalmente) continua interrogare la possibilità di costruire una comunità attorno a una domanda condivisa, mettendo in crisi anche il suo stesso formato “consolidato”. Per il 2026, la domanda posta è infatti: che cosa accade quando nessuno sembra più essere capace di lasciare la festa? Se la festa è stata per lungo tempo il nome di una sospensione del tempo ordinario, una fenditura attraverso cui i sensi potevano rinnovarsi e il mondo apparire diversamente, il presente sembra averne assunto la forma fino a renderla continua. Una disponibilità permanente, una luce senza interruzione, una celebrazione che rischia di perdere il proprio carattere di eccezione.
Lasciare la festa si sviluppa a partire dal tentativo di immaginare il momento in cui si torna a prendere distanza. Il momento in cui il corpo si sottrae al movimento generale e ricomincia a vedere. Una forma di congedo che non coincide con il rifiuto dell’esperienza ma con il suo compimento.
In dialogo con quella che Furio Jesi chiamava crisi della distanza, la festa prova a costruire uno spazio di scoincidenza, una zona di lieve stonatura dentro cui il pensiero possa tornare a respirare. Perché la festa non si definisce nel mantenimento ma nel suo esaurirsi, nel momento in cui gli occhi attraversati dai fumi della serata hanno già consumato la loro prima impressione e diventano pronti a guardare ancora.
Questa riflessione attraversa anche la festa stessa e la sua forma. Come continuare a costruire luoghi di incontro senza trasformare ogni esperienza culturale in una richiesta continua di partecipazione. Come custodire il tempo eccezionale della presenza senza consumarlo.
A ospitare queste domande resta Valle Cascia, una frazione marchigiana cresciuta attorno all’ex fornace Smorlesi e alla sua lunga promessa di durata. Qui campagna e industria hanno costruito un paesaggio anfibio, fatto di mattoni, campi, architetture eccentriche, abbandoni e materiali pensati per resistere oltre il proprio tempo.
Attorno a questo nucleo la festa si dispiega come una costellazione di pratiche, incontri e attraversamenti. Questa visione vive grazie all’associazione Congerie, al suo direttivo, al lavoro di collaboratori e collaboratrici e al supporto fondamentale di volontari e volontarie.
Isola e Isole, rassegna curata da Giuditta Chiaraluce (Edizioni Volatili), continua a inaugurare le giornate raccogliendo poeti, artisti, ricercatrici e pensatori in una serie di conversazioni dedicate ai paradisi perduti, alle malinconie travestite da allegria, alle possibilità di sottrazione e di congedo che attraversano il nostro tempo. Tra gli ospiti: Stefano Dal Bianco (Premio Strega 2024), Elisa Biagini, Marilena Renda (Premio Strega Poesia 2025), Beatrice Zerdini, il podcast Felici Pochi (Riccardo Pedicone, Simone Vero e Benedetta Barone), Marco Giovenale, Isabella Leardini (candidata Premio Strega 2026), Francesco D’isa, Francesco Monico, Stefano Bottero (Premio Fortini), Dario Goffredo, ecc.
Abbecedario dei Paesaggi, rassegna curata da Valentina Compagnucci e Elisa Michelini, prosegue l’ascolto del territorio di Valle Cascia con due progetti: Fragili eternità. Grammatica della forma, un percorso di arte e ricerca proposto da Archeolab che unisce i fotografi Samuel Cimma e Filippo Maria Luzi, l’architetta Margherita Fiorini e la ricercatrice visiva e saggista Sara Beneaglia; e la presentazione di una cartografia affettiva curata da Valentina Compagnucci e Margherita Fiorini, dedicata alla storica esperienza di Inteatro (1977 – 2004). Accanto a questi percorsi, i laboratori di Diorama, curati da Matilde Maria Luzi, aprono uno spazio di osservazione condivisa e di sperimentazione che accompagna l’intera durata della festa.
Anche quest’anno ritorna il rito teatrale, spettacolo a cura di Giorgiomaria Cornelio dal titolo Descantar, una nuova trilogia che ritorna ogni sera come una presenza ricorrente, quasi un refrain capace di accompagnare il pubblico nel passaggio tra giorno e notte. Ad abitare Valle Cascia saranno inoltre performance, interventi di danza diffusi e pratiche di ascolto appartenenti alla rassegna Diffusa, curata da Giulia Pigliapoco e dedicata alle arti performative e visive, affidate a Gaetano Palermo e Michele Petrosino, Ludovico Paladini, Michele Di Stefano con Surplace
Radio, Francesca Santamaria, Silvia Fanti, Daniele Gasparinetti, Stefano Tomassini, Thomas Bentivoglio, Ismaele Nones.
Lo spazio espositivo di Corrispondenze dalla Villeggiatura accoglierà quest’anno la mostra “CASTEL PORZIANO. LA SPIAGGIA DEI FANTASMI – Foto libri riviste dal primo festival internazionale dei poeti” curata da Andrea Balietti e Gloria Falasco, mentre la mostra di arti visive “Rosa Orsa”, a cura di Simone Doria e Francesca Marcaccio, che per l’occasione ospiterà i lavori di diversi artisti.
Le serate convergeranno nel Parco della Poesia, curato da Giuditta Chiaraluce, Giorgiomaria Cornelio e Pierluigi Scardino, dove letture, dialoghi e concerti proveranno a interrogare il tema del congedo attraverso linguaggi differenti. Ospite fisso da diverse edizioni è l’attore e autore Luigi Lo Cascio, che presenterà un dialogo nella serata di venerdì 21 agosto dopo la performace “Sayat-Nova” di Roberto Paci Dalò. Tra gli ospiti musicali figurano Vipera e Cesare Dell’Anna, ai quali si aggiungerà, nella serata di sabato 22 agosto, Macchiati Band per una esplorazione del Liscio, e della sua filosofia oggi: una serata di ballo e performance. Le notti proseguiranno con Universo a Sonagli a cura di Simone Doria, il dopofesta dedicato alla ricerca sonora contemporanea, che vedrà alternarsi live set e dj set affidati, tra gli altri, ad ALGEN, Lavalamp, Rokeya, Gloria Falasco e Andrea Balietti e LUTJ B2B Jann Lambi.
A completare il programma saranno incontri, testimonianze, laboratori e momenti di vita comunitaria che fanno parte da sempre dell’identità de I Fumi della Fornace. Perché la festa non si esaurisce negli eventi che ospita, ma nella possibilità di condividere per alcuni giorni un diverso modo di abitare un luogo e il tempo che lo attraversa.
La festa, il cui manifesto è firmato da Guido Guidi (tra i più importanti fotografi italiani) è sostenuto dalla Regione Marche e da Fondazione Marche Cultura e da numerosi comuni del territorio. Ha inoltre il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e dell’Università di San Marino.
I biglietti saranno disponibili su www.congerie.org e in loco, con tariffe agevolate per chi frequenta l’intera giornata. Ogni sera sarà possibile cenare all’interno della festa grazie alla
presenza di food truck locali e tavoli comunitari. Per chi desidera soggiornare a Valle Cascia è previsto un campo tende e convenzioni con strutture ricettive del territorio.


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