Lo Zibaldone - Recensioni
Frammenti di vita. Dieci lettere in cerca di un mittente – Alessandra Esposito
Selezionato per la vetrina di Casa Sanremo Writers 2026, Frammenti di vita. Dieci lettere in cerca di un mittente di Alessandra Esposito è un epistolario contemporaneo che accende la voce interiore e la traduce in lettere “non inviate”: destinatari a volte espliciti, a volte sospesi; silenzi che diventano materia narrativa; un lessico limpido che alterna confessione e misura. Il libro invita a fare spazio alla carta e all’inchiostro per rimettere ordine tra ricordi, legami, promesse a sé stessi.
In più lettere il destinatario resta deliberatamente indefinito: che cosa guadagna la storia quando il lettore è chiamato a “completare” la relazione?
Lasciare il destinatario in sospeso apre una stanza in cui il lettore può entrare con il proprio passo. L’assenza di un nome preciso non è un vezzo: è uno spazio di risonanza. Quando non fisso i contorni, la relazione smette di essere “mia” e diventa un campo condiviso, in cui ognuno può riconoscere la propria mancanza, un perdono rimandato, una promessa dimenticata, un sentimento mai espresso. Questo vuoto vigile obbliga la lingua alla misura: niente appigli biografici, solo nuclei emotivi. Così la lettera non chiede di essere “capita”, ma attraversata, dando la possibilità al lettore,di compiere un atto di scrittura interiore: nomina chi vuole, quando è pronto.
La sua formazione e il lavoro nella scrittura le hanno suggerito una disciplina particolare nella revisione delle lettere?
Quando scrivo una lettera parto dall’emozione, non dalla perfezione. Sono un’autrice, sì, ma in quel primo gesto spengo il correttore interno: non inseguo la frase impeccabile, non sto a misurare punteggiatura o ritmo. Lascio che la voce arrivi di getto, anche se scompone i margini. Cerco di fare quello che trasmetto come coach della Journal therapy.
La cura arriva dopo, in revisione: tolgo il superfluo, chiarisco dove serve, enfatizzo con ridondanze, ma senza “censurare” il primo slancio. Il cuore resta il mio criterio: se una riga è vera, la tengo anche quando è irregolare.
Quale immagine simbolica (un oggetto, un luogo, un gesto) considera la chiave dell’intero libro, e perché?
Una busta da lettera non sigillata. Non è chiusa, quindi niente è definitivo, ma non è neppure vuota: contiene già un movimento verso l’altro. Mi piace perché tiene insieme due verità del libro: l’urgenza di dire e la prudenza di non invadere. È un’immagine semplice, che non mette soggezione: invita. Dentro quella busta ci sono carta, inchiostro e un indirizzo che a volte è un volto, altre volte è un qualcosa, o un “tu” che coincide con noi stessi. È la promessa di una consegna possibile, anche quando la lettera non parte.
Nella bio in volume si accenna ai suoi studi e alla docenza: quanto pesa l’esperienza didattica nel modo in cui costruisce la chiarezza emotiva delle pagine?
Moltissimo.Insegnando ho imparato che la comprensione nasce quando offri strutture chiare e domande buone. Porto questo nella scrittura: tengo il lettore per mano senza guidarlo per forza. La didattica mi ha dato ritmo, cura dell’esempio concreto e attenzione ai diversi livelli di lettura: chi cerca una storia la trova, chi cerca un varco interiore trova un invito. Anche l’uso dei silenzi viene da lì: a volte, per far emergere un pensiero, bisogna togliere rumore. La chiarezza emotiva non è semplificazione: è responsabilità verso chi legge.
Come sta vivendo la selezione per Casa Sanremo Writers 2026: che tipo di incontro spera con i lettori della vetrina?
La vivo come come una ripartenza, dopo un anno dal primo libro. A Sanremo la parola incontra naturalmente la musica, e Frammenti di vita nasce proprio così: ogni lettera si apre con un verso di cantanti italiani, come un diapason che accorda l’emozione prima della pagina. Vorrei che in vetrina accadesse questo: lettori che arrivano per una canzone e restano per una lettera; che riconoscono in un ritornello il coraggio di scrivere tre righe a qualcuno o a sé stessi. Ecco l’incontro che spero: uno scambio in cui parole e canzoni si chiamano per nome e si tengono per mano.
Dati editoriali: Editore: SBS Edizioni. Pagine: 196. Prezzo: € 15.


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