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Federico Moccia pensa a un nuovo libro sul rapporto tra genitori e figli: lo rivela nell’intervista esclusiva a Leggere:tutti
Nell’intervista pubblicata sul numero di luglio di Leggere:tutti in cui analizza la differenza tra il Romance dei tempi del suo libro “Tre metri sopra il cielo” e quello di oggi, lo scrittore Federico Moccia rivela il progetto di un nuovo libro.
“Uno scrittore non smette mai davvero di scrivere. Un libro nasce molto prima di essere scritto… nasce guardando la gente per strada, ascoltando un dialogo per caso, osservando un padre e un figlio che si tengono per mano. Per me, in questo momento, è più importante vivere che pubblicare. Ma sento che, quando tornerà il momento giusto, ci sarà un libro nuovo e diverso. Mi piacerebbe raccontare il rapporto tra genitori e figli, che è forse il sentimento più complesso e profondo che esista. Un amore che cambia forma con il tempo, che a volte fa male, a volte salva. Vorrei esplorare le distanze, le incomprensioni, i silenzi pieni di significato. E anche quelle piccole tenerezze quotidiane che spesso passano inosservate: un messaggio lasciato sul tavolo, una carezza data quando sembra troppo tardi, un errore riconosciuto dopo anni. Credo che oggi ci sia un bisogno fortissimo di tornare a parlare di legami veri, di responsabilità affettive, di memoria familiare. Non per giudicare, ma per capire. Non per insegnare, ma per raccontare. Un figlio non è mai solo un figlio, e un genitore non è mai solo un genitore: sono storie che si intrecciano, che si rincorrono, che si perdono e si ritrovano. Mi piacerebbe scrivere qualcosa che, in qualche modo, parli a entrambe le generazioni. Un libro che possa essere letto da un padre e da una figlia, o da un figlio e da una madre, e che faccia scattare quel pensiero silenzioso che dice: “Ecco, è proprio così che mi sento. Solo che non sapevo come dirlo”.


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