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Cronache da una vita senza tecnologia

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A partire dal 1 luglio sarà disponibile in tutte le librerie Tornare a casa. Cronache da una vita senza tecnologia (Piano B Edizioni, 18 euro, 300 pag.) di Mark Boyle.
Mark Boyle scrittore irlandese ed editorialista del «Guardian», laureato in Economia, è il fondatore di Freeconomy, un’economia alternativa basata sullo scambio e sull’aiuto reciproco tra gruppi locali, presente ormai in oltre centottanta paesi.

È divenuto celebre in tutto il mondo nel 2008, quando lasciò il lavoro per provare a vivere senza soldi. Il suo libro The Moneyless man è divenuto un bestseller mondiale.

Dal 2016 vive in una baita autocostruita nella contea di Galway, in Irlanda, facendo a meno di ogni tecnologia moderna: Tornare a casa è il resoconto del primo anno di questa esperienza.

Tornare a casa – caso editoriale dello scorso anno in Inghilterra- è stato tradotto in Francia, Germania e Spagna.

“Tutti mi chiedono se continuerò a vivere così. Di certo non provo alcun desiderio di ricascare in un modo di vivere che baratta la comodità al prezzo di tutto ciò che contraddistingue l’essere umani”

Niente acqua corrente, niente auto, niente elettricità e di conseguenza niente internet, telefono, lavatrice, radio o lampadine. Solo una baita di legno al margine di un’abetaia.

In questa sincera e appassionata cronaca di una vita fuori dall’ordinario, senza l’aiuto della moderna tecnologia, Mark Boyle esplora le gioie, guadagnate col sudore della fronte, del costruirsi una casa con le proprie mani, imparare ad accendere un fuoco, procurarsi l’acqua dalla sorgente, e procacciarsi il cibo.”Per la prima volta mi sentivo collegato all’enorme bestia che viveva e respirava sotto di me”Un’esistenza elementare, governata dai ritmi del sole e delle stagioni in un ambiente primitivo fatto di sangue, legno, letame, acqua e fuoco – nulla di diverso da ciò che l’uomo ha vissuto per la maggior parte della sua permanenza sulla Terra.Riviverla oggi apre una profonda riflessione su cosa significhi essere umani, in un’epoca in cui i confini tra uomo e macchina sono ogni giorno più confusi.

“Dal momento che il modo in cui viviamo e pensiamo è modellato dalle tecnologie che usiamo, il vero pericolo non è che i computer inizieranno a pensare come gli uomini , ma che la gente penserà come i computer”

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