Lo Zibaldone - Recensioni
Centro senza centro. Le periferie di Marc Augé
di Giovanni Graziano Manca
Il seminale “Nonluoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità” dell’antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese Marc Augé, viene pubblicato in Italia nel 1996 e a molti anni dalla sua pubblicazione mostra di essere attualissimo e utile anche ai fini di un’analisi delle realtà degradate delle periferie di tutto il mondo. L’autrice del volume che qui segnaliamo, opportunamente sfrutta un’intervista inedita ad Augé da lei stessa curata
sul quartiere Zen di Palermo: ciò per riflettere sul paradigma centro-periferia e per rilevare come “ciò che avviene ai margini, rispetto a un centro che è tale per consacrazione sociale e strutturazione economica, diviene parola chiara solo in occasione di fatti che trovano spazio e narrazioni per lo più connotati da un segno negativo […]”. Il libro raccoglie un punto di vista illuminante, quello dell’intellettuale che ha inventato una definizione importante: il “nonluogo” augéiano introduce nel nostro paese un neologismo che per lo più sta ad indicare spazi che si caratterizzano per contrapporsi ai luoghi antropologici. Secondo la teoria di Augé i nonluoghi non sono luoghi identitari, relazionali, storici, sono invece uno dei risultati della “surmodernità”, cioè un’evoluzione della postmodernità nelle società di fine millennio. Non è possibile, attraverso i nonluoghi, decifrare relazioni sociali, storie condivise, segni di appartenenza. Più nello specifico, nota Augé come l’esistente (e difficilmente eliminabile) carico di pregiudizi faccia sì che le periferie vengano definite negativamente. Lo Zen, osserva, si colloca agli antipodi della teoria dei nonluoghi, perché ha un’identità forte e definita, incentrata sulle relazioni.
Ancora Augé: “Oggi le periferie sono una realtà molto complessa e quella che una volta era la periferia si infiltra nella città, e chiaramente l’opposizione a cui guardiamo adesso non è più geografica, ma essenzialmente sociale.” Partendo dal centro del capoluogo siciliano, apprendiamo, arrivare allo Zen significa viaggiare dapprima su due autobus differenti, poi attraversare a piedi spazi non asfaltati che quando piove si trasformano in pozzanghere e d’estate in prati di erba secca, “mentre la distanza emotiva”, scrive Nicita, “viaggia alternando la volontà di riscatto alla rassegnazione della mancanza di un progetto contemporaneo.” Il degrado del quartiere, peraltro, è molto ben descritto dalle fotografie inedite di Emanuele Lo Cascio: l’orrida visione dei palazzi dell’edilizia popolare spesso fatiscenti e privi di servizi si sposa con fenomeni di criminalità, abusivismo, condizioni di povertà, roghi dolosi di rifiuti. Belle ed espressive, le foto di Lo Cascio, che hanno il merito, come pure leggiamo tra le pagine del volume, di osservare uomini e cose senza alcuna modalità predefinita, intraprendendo e favorendo strade interpretative “da percorrere per la prima volta, da scoprire, svelare passo dopo passo.”
Paola Nicita (Autore) Emanuele Lo Cascio (Illustratore) – Centro senza centro. Le periferie di Marc Augé, 150 pagg., euro 15, Mimesis, Milano 2025.


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