Lo Zibaldone - Recensioni
Carlo Rovelli “Sull’eguaglianza di tutte le cose”
L’ultimo libro di Carlo Rovelli è un saggio breve ma densissimo, che prosegue la linea filosofica già tracciata dall’autore nel tentativo di ricondurre la complessità del mondo a una rete di relazioni profonde. Rovelli parte da una domanda antica, quasi disarmante nella sua semplicità: in che senso le cose sono uguali? Da questa interrogazione apparentemente elementare si apre uno dei nuclei del suo pensiero: l’idea che la realtà non sia fatta di oggetti isolati ma di connessioni, influenze, rimandi reciproci. L’autore costruisce la sua argomentazione intrecciando fisica, storia della filosofia, antropologia, politica e intuizioni personali, con uno stile che unisce limpidezza narrativa e rigore concettuale.
In questo suo scritto, Rovelli mette in discussione la generale tendenza a separare, misurare e classificare il mondo, opponendovi una prospettiva relazionale in cui ogni entità esiste solo perché in relazione ad altre. La riflessione scientifica si intreccia così con un’etica della percezione: riconoscere l’eguaglianza delle cose non significa annullarne le differenze, ma cogliere la trama comune che le unisce e capire che ciò che consideriamo solido e definito è in realtà il risultato di scambi continui. L’autore espande questa visione al di là della fisica ‒ di cui, come i più sapranno, è autorevolissimo esperto ‒, applicandola alla società e ai rapporti umani, invitandoci a cogliere l’altro come parte della nostra stessa rete di esistenza; in un invito che assume un tono quasi politico, senza mai diventare ideologico
Rovelli mostra anche come grandi avanzamenti dell’umanità siano nati proprio dalla capacità di accettare l’interdipendenza; ad esempio nel pensiero greco, alla nascita della scienza moderna, durante la rivoluzione ideale che inizia a partire dall’Illuminismo. Ogni pagina del testo è attraversata da una tesi fondamentale, ossia che la realtà non è una collezione di entità, bensì un sistema di relazioni; e questo ha conseguenze radicali rispetto al modo con cui interpretiamo: la natura, noi stessi e le nostre strutture sociali. Il merito del libro ‒ a mio parere ‒ sta nell’uso di una prosa accessibile che non rinuncia alla profondità, evitando sia la banalizzazione sia il tecnicismo eccessivo. L’esperienza di lettura è quella di un piccolo manifesto filosofico, il quale riesce a mantenere la leggerezza di una meditazione personale. pur poggiando su solide basi scientifiche.
Rovelli invita il lettore a uno sguardo più ampio, a una consapevolezza meno centrata sull’individuo e più sensibile alla reciproca dipendenza che lega esseri viventi, oggetti, fenomeni e culture. È un testo che non propone soluzioni, ma che modifica il modo di guardare le cose; è altresì un monito a riconoscere nei nessi invisibili ciò che davvero sostiene il mondo. In questo senso, Sull’eguaglianza di tutte le cose non rappresenta solo un saggio di fisica o di filosofia, ma una riflessione che spinge i lettori a ripensare l’ordine delle cose con uno sguardo più umile, più attento, più umano.
Carlo Rovelli, Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane, Adelphi, pp. 214, Euro 15,00