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Arte e teatro sociale per detenuti adulti e minori

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Il progetto “Anima Liber – fiabe in figure animate” ha interessato la Casa Circondariale di Cassino (Frosinone) e l’Istituto Penale per Minorenni di Casal del Marmo (Roma)

“Anima Liber – fiabe in figure animate” è un progetto speciale di arte partecipata e teatro sociale che coinvolge detenuti adulti e minori.

Alla Casa Circondariale di Cassino (Frosinone) l’articolato percorso artistico e teatrale dedicato con detenuti adulti ha dato vita a opere originali nate da un’esperienza collettiva di scrittura, animazione, teatro di figura e narrazione. Ispirato dal tema “Cicatrici” — filo conduttore del CURAE Festival, primo festival nazionale dedicato a teatro, giustizia minorile, mediazione e giustizia riparativa, svoltosi a Pontremoli dal 6 al 10 maggio — il progetto ha permesso di riflettere, attraverso il linguaggio simbolico del teatro e dell’animazione, sulle ferite che ogni essere umano porta con sé e sulle possibilità di trasformazione.

Il 25 giugno saranno presentati, in un evento interno riservato ai detenuti, due prodotti artistici nati dal laboratorio: “Cicatrici” e “Fuoriluoghi – memorie di libertà”

“Cicatrici” è un film d’animazione doppiato e realizzato con la tecnica dello stop motion con testo e regia di Carmine Luino e la collaborazione artistica di Francesca Rotolo. Il cortometraggio trae ispirazione da una fiaba indiana che racconta di un ragazzo che, per ogni gesto d’ira, pianta un chiodo; quando impara a chiedere scusa, li toglie… ma i segni restano. Una parabola che ha fornito al gruppo il filo conduttore per esplorare il tema della rabbia, della colpa e della possibilità di trasformazione.

“Fuoriluoghi – memorie di libertà” è una performance teatrale ibrida, costruita dagli attori-detenuti, che unisce teatro di figura, narrazione e voce registrata con testi di Paola Iacobone e Francesca Rotolo. Lo spettacolo prende forma attorno a oggetti scenici semplici e simbolici — una barca, una ruota, una fetta di torta — realizzati in cartone da un detenuto, anche autore di uno dei racconti. Oggetti che diventano protagonisti di una fiaba visiva e narrativa, in cui il passato, i ricordi d’infanzia e il desiderio di libertà si intrecciano in un racconto corale di presenze e assenze.

A fare da guida narrativa è un voice over registrato, che restituisce alle parole la distanza e l’intimità del ricordo, evocando un tempo perduto e un desiderio sospeso. Gli attori-detenuti, nel dare forma alle emozioni e riportare alla luce memorie sopite, si sono lasciati ispirare da suggestioni letterarie e teatrali: dalle madeleine di Proust, alle poesie di Charles Bukowski, fino a Italia-Brasile 3 a 2 di Davide Enia, che rievoca l’infanzia e il gioco del pallone per strada.

Un linguaggio che richiama il teatro di figura e il teatro poetico, dove la materia scenica diventa memoria e la scena si trasforma in un tempo interiore.

All’Istituto Penale per Minorenni di Casal del Marmo (Roma) il 27 giugno (ore 15.30) saranno presentati “Oro nelle cicatrici”, un videoclip musicale scritto, cantato e animato interamente dai ragazzi, anch’esso nato dal tema “Cicatrici” proposto dal CURAE Festival, e “Sangueblu, ehi Sangueblu”, una selezione di brevi sketch teatrali costruiti con puppet e fondali scenici ideati e realizzati dai giovani partecipanti. Un’esperienza intensa sostenuta da Officine di Teatro Sociale 2024/2025 — Regione Lazio, sotto la direzione artistica di Francesca Rotolo, che ha visto la collaborazione del rapper Kento, del regista e illustratore Carmine Luino e di tanti operatori, educatori e agenti penitenziari.

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