Lo Zibaldone - Recensioni
Altra forma viva
di Gordiano Lupi
Un tascabile poetico stampato in 150 copie numerate da Lamantica Edizioni, un piccolo gioiello raccolto in tempi tristi, perché oggi come oggi (purtroppo) 150 copie rappresenta una buona tiratura per la poesia, forse il massimo venduto possibile, e non solo per la poesia, credetemi. In ogni caso con Giovanni Peli siamo dalle parti della vera lirica, arte che si distingue con forza dal vezzo di andare a capo dopo tot parole, sia per musicalità, sia per stile, sia per tecnica. Peli è un bresciano nato nel 1978 – scrittore, musicista, bibliotecario – fondatore di Lamantica Edizioni insieme alla traduttrice Federica Cremaschi. Altra forma viva è un ritorno alla poesia per un artista che due anni prima aveva dato l’addio a questa forma artistica, ma che adesso si sente di nuovo attratto dall’antica musa. Daniele Gigli scrive una forbita introduzione e parla – non certo a sproposito – di “una sorgente che torna a sgorgare come nell’Eliot di The Waste Land”. Il poeta è chiamato a cantare il dolore di vivere, questo è il suo compito – onore e onere – in una vita spesa prima contemplando, quindi rendendo razionali le motivazioni per trovare la forza di continuare a vivere. Dice il poeta in un attacco di ottimismo: “Vivere non è un gioco brutale / il male / non vince, un figlio crescendo lo mostra, / seduce, sì, con l’artiglio ottiene, / ma illumina il futuro / il bene, / invisibile coraggio e puro”. Poesia vera, intensa e ricercata, versi che vanno ponderati e che accompagnano alla ricerca del senso ultimo di un’esistenza. “La polvere sulla bocca cantava / le fragole rosse”, contiene in due versi tutta la voglia di gettarsi in modo pieno alla scoperta del futuro, perché dietro la patina di polvere secca c’è qualcosa di dolce da scoprire. Giovanni Peli cita Pascoli in epigrafe aprendo la seconda parte della raccolta – come per attaccare con i versi inserisce un incipit di Biagio Marin – per concludere che “saremo fusi in un solo pensiero /comunque vada”. La vita cambia, giorno dopo giorno, le esperienze modificano l’umano sentire: “oggi è una specie di ieri / la preghiera / domani un turbine di samare / colori senza i loro nomi / irraggia insperato e commuove / le cose sono tutte nuove”. Il poeta esorta a non dimenticare che “nelle linee dei marciapiedi / vedi la prima morte, / si dice trasformazione”. Un piccolo libro da leggere e rileggere, con attenzione, per cercare di catturare il non detto, intrinseco nelle parole. Concludiamo con la lettura integrale di una lirica.
Il bianco seno di leonessa
ascendi le galassie,
siedi ammirando
il mondo compromesso
è lo stesso pianeta dei desideri
della laterite dei termitai
dell’aria sgretolata
ad ogni morte?
Morbida voli altrove
nelle ferite del cosmo.
Giovanni Peli
Altra forma viva
Lamantica Edizioni – ISBN 9791280875198
www.lamantica.it


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